Parco di Naxos
Taormina, Teatro Greco (Foto di Fulvio Lo Giudice)

Confusione a Palermo – «A Taormina spetta la gestione del Teatro antico». Il sindaco Eligio Giardina torna in questo modo sulla vicende del sito archeologico taorminese, dopo che il primo cittadino di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, aveva affermato che «occorre stoppare l’iniziativa della regione, perché stanno cercando di togliere il Teatro greco al controllo del Parco. Vorrebbero controllarlo da Palermo». Il sindaco Lo Turco, inoltre, aveva dichiarato che «Taormina, per il ruolo che ricopre, dovrebbe schierarsi in prima fila in questa battaglia». Così, da Palazzo dei Giurati, il primo cittadino Giardina ha voluto puntualizzare che la gestione del Teatro spetta al principale comune del comprensorio e non alla regione. Intanto a Palermo regna la confusione, dopo il nuovo rimpasto di giunta che ha segnato l’ennesimo passaggio di testimone all’assessorato ai Beni Culturali e l’Identità siciliana tra Antonio Purpura e Carlo Vermiglio, messinese e vicepresidente del Consiglio nazionale forense.

Da Purpura a Vermiglio, continuità di vedute? – Se Purpura, infatti, sembrava intenzionato a mettere sullo stesso piano il Comitato Taormina Arte con le altre associazioni e impresari che vorrebbero delle date nel calendario degli spettacoli 2016 del Teatro, ecco che il neo assessore potrebbe non discostarsi di molto da quelle idee. In sostanza Taormina non avrebbe alcuna centralità all’interno del Teatro antico e in generale nel Parco di Naxos. E al danno si aggiunge la beffa, come si suol dire, perché il comune di Taormina attende ancora dalla regione 1 milione e 800 mila euro. In un clima del genere, dove la Sicilia cammina sul filo del rasoio per evitare il default (come Taormina), sarà difficile recuperare quelle cifre. Un problema destinato a incidere sul Parco di Naxos, come è destinato ad avere un peso consistente sul Parco il tentativo della regione di avere un controllo sulla gestione degli spettacoli.

Da Siracusa a Taormina, cosa cambia per la regione? – Qualcosa di singolare che ha caratterizzato il precedente assessore ai Beni culturali, mentre bisognerà capire quale sarà l’orientamento dell’assessore Vermiglio. Ciò che è sorprendente è come nella programmazione del Teatro greco di Siracusa la regione non ha imposto nessun veto e avanzato alcuna pretesa. Perché l’atteggiamento cambia radicalmente quando si parla di Taormina e del Teatro antico? Cosa c’è sotto? Il rischio è creare un altro carrozzone. Intanto all’orizzonte, da parte della regione, si prospettano tagli e abolizione di alcuni servizi al Teatro antico, nel nome di quella spending review che ormai è diventata un leitmotiv, molto teorico e poco pratico, in Sicilia. Per il resto non c’è nessuna novità. È calato un silenzio assordante sul Teatro antico di Taormina e in generale sul Parco di Naxos che, in un contesto del genere, nascerebbe azzoppato e privo di quella autonomia gestionale ed economica che dovrebbe contraddistinguerlo.

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