Qualche impalcatura in meno – Taormina, si scartano i regali. In anticipo rispetto alle festività natalizie, ma quando arriva un regalo non lo si può rifiutare. Soprattutto di questi tempi. Così, entro la giornata di domani l’impalcatura dell’ex chiesa di sant’Agostino verrà smontata e in questi giorni toccherà al palazzo dell’ex Pretura sul Corso Umberto. A confermarlo è stato l’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Carella. Due edifici caratteristici del centro di Taormina, che tornano alla città e ai visitatori. Almeno dal punto di vista estetico. In questi giorni avevamo parlato del decadimento in cui si trova piazza IX Aprile, tra la chiesa di san Giuseppe chiusa a causa dei crolli del soffitto, i venditori ambulanti che popolano la piazza e l’impalcatura che circondava la chiesa di sant’Agostino. Ecco, almeno una di quelle brutture estetiche, che in questi mesi ha alimentato polemiche, è stata rimossa. Era il mese di maggio, infatti, quando l’architetto Cesare Capitti, già Dirigente Capo Servizio del Dipartimento Urbanistica della Regione Siciliana, proponeva di «sostituire con teli di tessuti serigrafati che riportino la sagoma dell’edificio storico di particolare pregio architettonico ed urbanistico, così come avviene non solo nei centri storici, ma in tutti gli edifici di rilevante interesse architettonico. Potrebbero essere in parte o quasi totalmente coperti destinando il 10-20 per cento al massimo della superficie coprente l’impalcatura alla pubblicità».

L’estetica della città per non trasformare Taormina in un dormitorio – Ormai è troppo tardi, perché in questi mesi i cittadini e i turisti hanno dovuto assistere a quella bruttura. Ma come tutte le storie a lieto fine, l’ex chiesa di sant’Agostino torna al suo vecchio splendore. Nel momento storico in cui si parla di bellezza come parola chiave per rilanciare la Sicilia e anche Taormina, ecco che un segnale del genere fa bene almeno alla vista. Nei mesi del possibile dissesto economico-finanziario, infatti, è una consolazione vedere Taormina che si “riappropria” di alcuni suoi punti caratteristici. Non poteva essere altrimenti per una città come la Perla dello Jonio che ha l’ambizione di vivere di turismo per 12 mesi l’anno. Prendersi cura dell’estetica della città è un imperativo categorico, un obbligo per Taormina. A meno che non la si voglia trasformare in un grande dormitorio dove i turisti vengono e poi si spostano nei paesi caratteristici limitrofi che conservano ancora l’essenza della Sicilia.

In attesa del Natale – Del resto prendersi cura della bellezza di una città vuol dire porre attenzione alla natura e all’ambiente. Il bello (tò kalón), per gli antichi greci, è una proprietà della natura e se un oggetto artistico è bello lo è proprio perché imita a tal punto la natura da perdere ogni carattere artificiale. Se entro domani l’ex chiesa di sant’Agostino si libererà delle impalcature, lo stesso, entro pochi giorni, toccherà anche al Palazzo dell’ex Pretura. Una buona notizia in vista del periodo natalizio, anche se ancora non si conoscono le intenzioni dell’amministrazione comunale e dei privati su cosa realizzare per le vie cittadine nel Natale del possibile dissesto economico-finanziario del comune di Taormina.

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