referendum
Centrale termoelettrica san filippo del mela

Da mesi, ormai, nel territorio della Valle del Mela si discute del progetto presentato dalla società A2A di riconversione della centrale elettrica di San Filippo del Mela in inceneritore dove bruciare il combustibile Css (combustibile solido proveniente dalla trasformazione dei rifiuti) per la produzione di energia. La società proponente ha avviato l’iter per ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale dal Ministero dell’Ambiente ed entro sabato 21 novembre i cittadini, le associazioni e i Comuni possono presentare delle osservazioni utili per la valutazione del progetto. Non voglio entrare nella valutazione di aspetti e dinamiche tecniche, ma chiaramente si sta consumando uno scontro sul territorio tra una società, che ovviamente vuole trarre profitto dalla combustione dei rifiuti, e un mondo di comitati, associazioni, cittadini e amministrazioni comunali che ovviamente non vogliono che in un territorio già così devastato dal punto di vista ambientale arrivi l’ennesima randellata. E in mezzo ci sta il ricatto occupazionale, le promesse e le rassicurazioni dell’azienda, di alcuni amministratori comunali, la disinformazione ai cittadini, i contorsionismi di qualche ambientalista un po’ avventuriero, le strane prese di posizione sull’ipotizzato referendum consultivo. Ed io vorrei parlare proprio del referendum.

Nei vari mesi i consigli comunali di diversi comuni del comprensorio del Mela hanno votato delibere con cui veniva espressa la contrarietà all’utilizzo del Css seguite a ruota da delibere di giunta fatte solo da alcuni sindaci. E dopo l’eclatante manifestazione del 27 settembre veniva lanciata dal sindaco di San Filippo del Mela la proposta di indire un referendum consultivo tra la popolazione su questo tema, proposta raccolta dopo qualche giorno da tutti i sindaci del comprensorio con eccezione di quello di Milazzo che ricordiamo essere il comune più grande del comprensorio. Ma perché il sindaco di Milazzo è contrario al referendum? Lo stesso cerca di dare una spiegazione adducendo motivazioni pretestuose e anche un po’ ridicole come il paventato astensionismo (ma se non la fai la consultazione non lo potrai mai sapere) o il rischio di delegittimare le delibere dei consigli comunali. Ecco, su questo tema io, e non solo io, credo che l’insediamento di un inceneritore su un territorio abbia già un minimo avallo dalla politica, perlomeno quella dei piani alti e altissimi; ora pensare che le delibere consiliari di alcuni comuni possano bloccare decisioni prese a certi livelli, è un po’ da ingenui. Forse una vasta iniziativa popolare, che si possa concretizzare in un referendum indetto comunque a supporto degli indirizzi politici dati dai consigli comunali, potrebbe far venire qualche dubbio a quella politica bendisposta verso la A2A.

Invece a Milazzo, non solo non si vuol fare il referendum, ma addirittura la delibera consiliare approvata l’8 ottobre è tutt’ora disattesa nel punto in cui invita l’amministrazione ad adottare apposita delibera di giunta con la quale esprimere la contrarietà all’uso del Css. Sarà perché non si vogliono scontentare i sindacati e i lavoratori della Centrale di San Filippo del Mela, sostenitori elettorali del sindaco, che pensano di essere tutelati da A2A, la quale fa già invece capire dai progetti presentati che dei livelli occupazionali non gliene può fregar di meno, oppure perché a Milazzo prevalgono certe forze politiche che esprimono le figure di riferimento negli assessorati regionali, competenti in materia, che devono rilasciare le varie autorizzazioni e che fanno parte di quei livelli alti di cui si parlava prima? O c’è altro? E’ certo che si è riusciti a spaccare il fronte comune dei sindaci favorevoli al referendum, con il passo indietro dei comuni di San Pier Niceto, Condrò e Santa Lucia del Mela motivato, anche qui, con equilibrismi degni del circo Orfei.

Personalmente ritengo alquanto inopportuno e, diciamolo, immorale non consentire ai cittadini di un vasto territorio, martoriato già da decenni dall’inquinamento e dalla presenza d’industrie pesanti, al quale è stato precluso, forse per sempre, uno sviluppo turistico ed economico in cambio di qualche posto di lavoro, di esprimersi direttamente su un tema così importante. Già la storia ha consegnato i nomi di chi barattò la salute pubblica con l’insediamento dell’industria pesante; noi ricorderemo ai nostri figli i nomi di chi potrebbe agevolare la realizzazione di un inceneritore. Anche se fino alla fine spero sempre che ciò non accada.

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