monsignor Carmelo Lupò

Manca poco più di un mese all’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Taormina. Dopo l’ufficializzazione di qualche giorno fa, la comunità parrocchiale della Perla dello Jonio è in fermento. Il countdown è iniziato per un Giubileo voluto da Papa Francesco che sarà incentrato sul valore della misericordia. Come detto dal Pontefice nella bolla di indizione del Giubileo straordinario, «ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre. È per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della Misericordia come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti». Un evento carico di significati, un momento di preghiera, riflessione e rinnovamento che potrà segnare lo spartiacque per il Cristianesimo del nuovo millennio: «Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l’esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo. Una nuova tappa dell’evangelizzazione di sempre. Un nuovo impegno per tutti i cristiani per testimoniare con più entusiasmo e convinzione la loro fede. La Chiesa sentiva la responsabilità di essere nel mondo il segno vivo dell’amore del Padre». Sta di fatto che la parrocchia di Taormina si sta organizzando per l’evento e monsignor Carmelo Lupò ha specificato quale sarà uno dei significati, delle opportunità che sono state offerte alla città con l’imminente apertura della Porta santa.

Monsignor Lupò, state già organizzando la giornata, ovvero il 16 dicembre, in cui verrà aperta la Porta santa?
«Si, la Porta santa verrà aperta secondo i criteri previsti dal Giubileo straordinario indetto dal Pontefice. Con ogni probabilità verrà organizzato un raduno che coinvolgerà le parrocchie della zona jonica, perché il Duomo di Taormina è l’unica Cattedrale Giubilare della riviera jonica di Messina. Le altre sono la Cattedrale della città di Messina, la chiesa di Santa Lucia del Mela e quella di Lipari».

Un Giubileo che accompagnerà Taormina per quasi un anno solare. Quali saranno i momenti organizzati per la comunità e i fedeli?
«Ci saranno momenti di preghiera, confessioni e tutto ciò che prevede un Giubileo come l’opportunità di attraversare la Porta santa. Il punto chiave sarà la conversione della persona e in particolar modo del turista. Si, perché il turista non viene a Taormina per la Porta Santa, ma ne potrà cogliere l’opportunità. Il turista, in questo modo, può riscoprirsi pellegrino. A tal proposito ci attiveremo per comunicare ad albergatori e crociere l’evento che caratterizzerà la Cattedrale».

Che opportunità offre questo Giubileo per i taorminesi?
«I taorminesi avranno la possibilità riappropriarsi del patrimonio spirituale, che ormai si sta perdendo. Il 2016 sarà un anno importante, perché ci sarà la processione dei due santi, san Pietro e san Pancrazio. Faremo un gemellaggio con Giardini Naxos già concordato con il parroco e organizzeremo momenti di pellegrinaggio. Inoltre la comunità, nell’organizzazione, si sentirà responsabilizzata. Dovrò fare un gruppo di lavoro per coordinare il tutto. Questa ricaduta sulla comunità può avere una dimensione spirituale. È una grande occasione da cogliere, ma non nel significato del carpe diem di Orazio, bensì nel concetto cristiano di kairos, ovvero cogliere l’attimo che è carico di grazie, non perché è conveniente. Non è un vivere alla giornata».

Il Duomo di Taormina, dunque, sarà l’unica Cattedrale Giubilare della riviera jonica di Messina. Quindi la Perla dello Jonio attirerà diversi pellegrinaggi?
«Difficile che si verifichi un fenomeno del genere, perché per aprirsi a questa realtà serve un’organizzazione e dei progetti ben precisi in grado di coinvolgere tutta la zona e non solo Taormina. La grande opportunità, come detto, è quella che avrà il turista il quale potrà essere convertito».

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