favole

Il Maestro Luis Sepùlveda è scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista, con il suo modo semplice, diretto ed anche reale ha conquistato grandi e piccini; ha portato alla riflessione un vasto pubblico di lettori lasciando interrogativi adatti alla propria introspezione. Attento al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, Sepùlveda avvalendosi degli animali come protagonisti delle sue favole ha apportato valore pedagogico a degli scritti vicini alle emozioni ed alle variegate situazioni della realtà. L’amore verso i suoi figli, l’ha portato a scrivere “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, un incoraggiamento alla vita, a prendere il volo, a scommettere con sé stessi. Nella figura del grosso, grande gatto nero Zorba è racchiuso il ruolo della società adulta che dovrebbero spingere, invogliare i propri “pulcini” a spiegare le ali verso il mondo. Sepùlveda sogna e fa sognare un mondo più giusto, equo, solidale, un mondo migliore. Ha sempre amato l’indipendenza dei gatti, il mistero del loro essere felini eleganti, riservati, indipendenti; ecco che arriva “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”.

In tutto lo scritto è evidente il continuum pedagogico, l’attenzione alla diversità di Mix, che avrebbe scoraggiato chiunque. Nell’ultima parte, profonda, vera, sincera è la riflessione rivolta all’amicizia, non esistono tempi e luoghi, vicini o lontani, ma tutto dipende dall’intensità con cui si vive, con la convinzione attiva che due amici, per quanto diversi, riescano a condividere il meglio che hanno. Introspettiva è “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”. Protagonista una lumaca viaggiatrice e ribelle che, parafrasando la favola, in una società dominata dall’ansia e dalla velocità fa riscoprire il valore della lentezza. Fa riappropriare i lettori dei propri ritmi personali, ritmi, questi, che in un mondo migliore dovrebbero guidare verso la felicità. In ultima analisi Sepùlveda scrive una nuova favola “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”. Commuove il ricordo dello scrittore cileno nell’introduzione e rende avvincente sul piano delle emozioni la lettura. Elaborato, questo, fondato sul valore della fedeltà, della solidarietà e del rispetto. Protagonisti un bambino ed il suo cane che, nel significato del nome racchiude il senso della vita, che non va mai tradita e dei legami d’affetto che il tempo non può spezzare. Tanta tenerezza, bontà, attenzione, didattica, ma soprattutto tanta educazione e formazione. Questi scritti dovrebbero essere utilizzati nelle nostre scuole di ogni ordine e grado, per sviluppare educazione socio-affettiva, coscienza critica e convivenza civile delle menti che la società adulta sta “educando e formando”.

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