Turismo a Taormina
Italo Mennella, presidente Associazione albergatori di Taormina e vicepresidente Federalberghi Sicilia

Nell’ultimo Consiglio comunale è stato il consigliere del Partito Democratico, Piero Benigni, a porre l’attenzione sul tema del turismo e in particolar modo sulla programmazione turistica 2016. L’esponente democratico, infatti, aveva messo in evidenza che «non c’è nessuna strategia turistica in vista del 2016». Un argomento, quello della programmazione turistica, che era stato preso in considerazione in precedenza anche dalla consigliera comunale d’opposizione e presidente della IV Commissione consiliare, Alessandra Caltabiano, che aveva invitato, senza ottenere ancora nessuna risposta, a «fare squadra tra l’ente locale e le realtà sociali, culturali ed economiche di Taormina per rilanciare un progetto di marketing e di sviluppo turistico e commerciale della nostra città». Adesso, a rilanciare sull’importanza della programmazione turistica 2016 è il presidente dell’Associazione albergatori di Taormina Italo Mennella, che ha lanciato l’allarme in quanto «la città è in grave ritardo per l’organizzazione».

Presidente Mennella, quanto sono preoccupati gli albergatori per la mancanza di una programmazione turistica in vista del 2016?
«Siamo preoccupati. Il fatto che Taormina non abbia ancora una programmazione è molto grave. I problemi legati al possibile dissesto sono importanti, ma di turismo non se ne parla. Negli ultimi giorni sembra ci sia la volontà di concentrarsi sul Natale, ma come sempre non darà visibilità internazionale a Taormina. Questo non vuol dire non addobbare e non far vivere la città in un clima natalizio, ma è prioritario competere sui mercati internazionali e noi non lo stiamo facendo. C’è un grande vuoto, perché siamo noi albergatori, con i nostri mezzi, a comunicare al turista cosa viene organizzato a Taormina».

Il 10 novembre la presidente della IV Commissione consiliare e consigliere comunale d’opposizione, Alessandra Caltabiano, aveva lanciato la proposta di creare un tavolo tecnico per dialogare tra istituzioni e associazioni territoriali in modo da porre le basi per un progetto di sviluppo turistico. In sostanza si tratta di mettere nero su bianco una programmazione. È d’accordo con la proposta della consigliera Caltabiano?
«Dopo l’ultimo tavolo di concertazione, ci credo poco. Fin quando un tavolo non avrà poteri decisionali, sono soltanto chiacchiere. L’allarme lanciato da Alessandra Caltabiano è condivisile, perché la qualità della destinazione Taormina sta andando a calare. Ormai la città non è più quella di prima. La qualità negli alberghi c’è, ma non basta. Serve anche la qualità della destinazione, prendersi cura di ogni particolare. In questi giorni sembra che si voglia mettere mano alle vetrine, per far apparire meno suk Taormina e renderla più elegante. Ma siamo in attesa della commissione che è stata rinviata alla prossima settimana. Si discute troppo e si agisce poco».

Quindi ormai è tardi per programmare la prossima stagione?
«Si, è tardi per programmare. Tutte le altre destinazioni hanno il loro programma: Rimini, Portofino, il Salento, la Costiera amalfitana, la Sardegna hanno una base solida. In realtà l’avremmo anche noi, ma non riusciamo a fare una sintesi. C’è una grande confusione sotto il cielo di Taormina. L’unica programmazione certa, al momento, è quella che riguarda la musica lirica e Taobuk. È vero che qualcosa è cambiato rispetto al passato con la rete, dove la programmazione si può fare con un leggero ritardo, ma occorre fare in fretta».

Quale consiglio darebbe all’assessore al Turismo e al Bilancio, Salvo Cilona?
«Le deleghe del Turismo e del Bilancio non possono stare l’una accanto all’altra. Invece turismo, cultura e commercio dovrebbero camminare di pari passo, come era una volta. I tre pilastri non possono essere separati, non possono non dialogare. Ecco, bisognerebbe ripartire da questo punto».

In questi giorni è arrivata la conferma che il Duomo di Taormina sarà Cattedrale Giubilare. Un evento che inizierà il 16 dicembre con l’apertura della Porta santa e si concluderà il 20 novembre 2016. Dal punto di vista turistico, quali opportunità offre il Giubileo, considerando che quella di Taormina sarà l’unica Cattedrale Giubilare di tutta la riviera jonica di Messina?
«Il segmento del turismo religioso può significare molto. Dobbiamo intercettare tutti i canali, ma al momento è un’occasione mancata. Noi come albergatori ci stiamo preparando per comunicare ai clienti anche questa opportunità, ovvero che il Dumo sarà Cattedrale Giubilare e quindi verrà aperta la Porta Santa. Può essere qualcosa in più per Taormina, una novità rispetto al passato».

Le recenti riunioni a Palermo, all’assessorato regionale ai Beni Culturali, non hanno sciolto il nodo del calendario per la programmazione 2016 degli spettacoli al Teatro antico. Anzi, sembra che dal capoluogo siciliano ci sia l’intenzione di mettere sullo stesso piano il Comitato Taormina Arte con le associazioni che vorrebbero organizzare eventi nel sito archeologico. Per non parlare dei ritardi dovuti al nuovo rimpasto del governo Crocetta. È un ulteriore danno per Taormina? Condivide la presa di posizione, anzi “l’incazzatura”, del segretario generale di Taormina Arte, Ninni Panzera, in difesa del Comitato Taormina Arte?
«Il presidente Crocetta cambia in continuazione assessori e questo, come hanno detto in tanti, è un danno per la Sicilia e anche per Taormina. Bisognerà capire cosa vorrà fare il nuovo assessore. Al momento è un bel punto interrogativo. L’avvocato Panzera, che stimo, ha ragione da vendere. Questo atteggiamento assunto dalla Regione rischia di favorire l’arrivo al Teatro antico dei soliti organizzatori di spettacoli o peggio avanspettacolo».

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