La signorina Licciardelli foto di nobildonne siciliane
Nobildonne siciliane

Molte sono le nobildonne siciliane belle, intelligenti, emancipate: Donna Franca Florio, le principesse di Trabia Ganci, Cerami, Paternò, le Marchese Capizzi e De Seta, la baronessa Zappalà-Grimaldi, la Contessa Trigena di Sant’Elia, la Duchessa dell’Arenella. Donne che si sono “imposte” nel campo della cultura, dell’arte, della moda, dello sport e di quant’altro fosse necessario a vivere in un periodo storico non ancora pronto ad affrontare la parità dei sessi. A loro favore avevano il fatto di appartenere alla nobiltà per cui certe stravaganze per il tempo erano accettate e scusate dai più. La signorina Licciardelli, invece, era una giovane borghese dalle idee assai all’avanguardia, libera, emancipata, contraria al matrimonio, impartiva lezioni private di lingua (ne conosceva ben otto) e per vivere a modo suo si era trasferita a Taormina.

A signurinedda” com’era chiamata, squadrata e segnata, quando con disinvoltura passeggiava tutta sola per la città non si curava degli sguardi maschili e delle dicerie paesane. Originaria di Catania, si era laureata allaSorbona e aveva viaggiato molto, abitando per lunghi periodi a Parigi, amica di tutti gli stranieri che soggiornavano a Taormina, «era una delle principali animatrici delle prime notti brave e si poteva incontrare alle feste in costume organizzate da Robert Percyval Campbell» (“Taormina, l’isola nel cielo” di Toto Roccuzzo). Di lei ne parla nel capitolo quindici di “By-paths in Sicily”, un diario di viaggio in Sicilia datato 1920, Eliza Putnam Heaton, giornalista-scrittrice americana che la incontrò, conobbe e sembra da lei aver appreso notizie e insieme a lei percorso il pendio taorminese che porta alla chiesetta della Madonna della Rocca, o di S. Maria della Rocca. La Heaton, infatti, era curiosa di conoscere i riti e le tradizioni cattoliche siciliane come dimostra nel suo diario di viaggio, un giro attraverso il mondo magico e le tradizioni folkloristiche di cui aveva letto l’esistenza nelle riviste americane e di cui voleva riportare un personale e autentico reportage.

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