Buona Scuola

Buona Scuola, ecco i numeri della Sicilia. La riforma voluta dal governo del premier Matteo Renzi ha dato il via libera all’assunzione di quasi 10 supplenti siciliani. Niente più precarietà, dunque per questi professori. È stato il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone a comunicare i dati riguardanti i precari siciliani, iscritti nelle liste ad esaurimento dell’Isola e gli idonei all’ultimo concorso a cattedre, assunti da settembre all’altro ieri. Si tratta di 9.803 immessi in ruolo, di cui 2.322 della provincia di Palermo, 2.182 di Catania in quella di Catania e 1.056 nel messinese.

«Mentre tanti chiacchierano, noi lavoriamo e alle chiacchiere rispondiamo con i fatti», dice il sottosegretario palermitano del governo Renzi. «Con la Buona Scuola, in appena tre mesi, abbiamo assunto circa 10 mila insegnanti siciliani, altrimenti destinati a un precariato che chissà quando sarebbe finito. E molti altri ancora saranno assunti grazie al concorso che bandiremo a partire dal prossimo mese». Per Faraone è «un colpo di spugna al precariato in una terra in stagnazione ormai da anni. Un’operazione epocale che mai nessun governo finora aveva tentato e portato a termine. Parliamo di circa 10 mila siciliani che adesso potranno farsi un mutuo, potranno avere garanzie previdenziali, potranno finalmente fornire una stabilità e una continuità nella didattica, senza produrre scossoni o tentennamenti nel rapporto con gli studenti».

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