Carlo Abbate (Democratici Riformisti), Pietro Adamo (Movimento Siamo Messina), Pio Amodeo (Movimento Articolo 4), Angelo Burrascano (Movimento Il Megafono), Giovanna Crifò (Forza Italia), Nicola Salvatore Crisafi (Nuovo Centro Destra), Nicola Cucinotta (Partito Democratico), Carmela David (Udc), Paolo David (Partito Democratico), Fabrizio Sottile (Movimento Siamo Messina), Benedetto Vaccarino (Partito Democratico) e Daniele Santi Zuccarello (Progressisti Democratici). Sono loro i consiglieri comunali raggiunti dall’ordinanza di misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Le accuse sono pesanti: truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio. L’indagine della D.I.G.O.S., coordinata dalla locale Procura della Repubblica, avviata nel novembre 2014 ha permesso di accertare, anche attraverso l’utilizzo di attività tecniche di intercettazione video e ambientale, le condotte illecite poste in essere da un gruppo di consiglieri comunali, in occasione delle sedute delle commissioni consiliari permanenti.

Secondo la Digos, che ha condotto le indagini con l’ausilio di telecamere piazzate all’interno di Palazzo Zanca, si tratterebbe di una vera e propria truffa che, grazie alle false partecipazioni a ben 39 sedute di commissioni consiliari al mese, consentiva ai consiglieri di incassare l’indennità massina aggiuntiva di 2.184 euro al mese. Nonostante il consiglio comunale di Messina avesse dimezzato il compenso, da 100 a 54 euro, a seduta, i consiglieri non avevano avuto esitazione a segnarsi presenti nel numero massimo di sedute consentite per garantirsi l’indennità aggiuntiva. Inoltre, dall’enorme numero di sedute di commissione venivano partoriti pochissimi provvedimenti che poi approdavano in aula

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