Altro cedimento – Nuovo crollo nella Chiesa di san Giuseppe. La parte del soffitto che era crollata nella notte del 3 ottobre ha dovuto registrare un nuovo cedimento che non ha fatto altro che allargare la voragine. Adesso, come si può notare dalla foto, la situazione è peggiorata. Purtroppo, considerando le continue infiltrazioni d’acqua e la scarsa manutenzione della Chiesa negli ultimi decenni, c’è poco da sorprendersi. Uno dei luoghi caratteristici di Taormina, una Chiesa punto di riferimento in piazza IX Aprile, si trova in condizioni molto serie. Nell’ultimo periodo i tecnici della Curia avevano effettuato un sopralluogo e monsignor Carmelo Lupò aveva inviato una comunicazione alla Soprintendenza per invitarli a prendere visione dello stato della Chiesa. L’acqua, come detto, scende da anni nell’edificio gestito per oltre cento anni dai Salesiani. Niente, però, è stato fatto in questo lungo periodo.

Dal primo crollo a oggi. Niente è cambiato – Tetto e soffitto sono in condizioni pessime e una loro manutenzione, che non è più ordinaria ma straordinaria, costerebbe all’incirca un milione di euro. Già, i 500 mila euro sono raddoppiati. Prevedibile, perché quel progetto di manutenzione straordinaria del 5 giugno del 2006 da parte della Curia, che lo aveva esposto a chi in quel periodo usufruiva della Chiesa, si aggirava sui 500 mila euro, ma da quella data sono trascorsi oltre nove anni e i problemi sono diventati più gravi e di conseguenza sono lievitate le somme da spendere per sistemare e rendere sicura la Chiesa di san Giuseppe. Nonostante sia la Chiesa di san Giuseppe, ovvero il patrono dei lavoratori, non si parla di avviare un progetto in grado di dare nuovo lustro all’edificio sacro. I tempi sono lunghi, speriamo non biblici. Come detto in queste settimane la Chiesa potrebbe rimanere chiusa per almeno tre anni.

I problemi in piazza IX Aprile – Un vero e proprio peccato nell’anno del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. Un evento mondiale che vedrà il Dumo di Taormina Cattedrale Giubilare, quindi un punto di riferimento non solo per i taorminesi ma anche per i cittadini della riviera jonica e per i turisti e viaggiatori che ogni anno popolano la città. Se le altre chiese del territorio taorminese, infatti, in qualche modo parteciperanno a questo Giubileo del pellegrinaggio voluto con forza dal Pontefice, la Chiesa di san Giuseppe rimarrà chiusa e contribuirà a rendere piazza IX Aprile un luogo sempre meno curato tra impalcature, stendardi e venditori ambulanti.

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