Consorzio Rete Fognante. Andrea Raneri: «Le somme di cui parla il sindaco di Castelmola sono antecedenti all’anno 2000»

Il presidente del Consorzio Rete Fognante, Andrea Raneri, dopo le dichiarazioni del sindaco di Castelmola Orlando Russo, afferma che «le somme di cui parla il sindaco non sono esatte, perché si riferiscono a debiti antecedenti all’anno 2000»

L’affermazione di Orlando Russo – «Le somme di cui parla il sindaco Orlando Russo non sono esatte, perché si riferiscono a debiti antecedenti all’anno 2000». È questa la dichiarazione dell’ultima ora di Andrea Raneri, presidente del Consorzio Rete Fognante del comprensorio di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola. Il sindaco Orlando Russo aveva affermato che «in realtà il comune ha versato nei confronti del Consorzio Rete Fognante 573.523,79 euro e quindi l’ente comune di Castelmola deve 45.696,16 euro al Consorzio. Nonostante i problemi economici che tutti conosciamo, la mia amministrazione ha versato quasi 600 mila euro. Purtroppo non ho responsabilità nei confronti delle precedenti giunte». Dichiarazioni che non sono andate giù al presidente Raneri, il quale parla di una lunga ed estenuante corrispondenza inviata al comune di Castelmola riguardo il mancato trasferimento delle quote consortili.

Questo debito comprende sia il residuo afferente il saldo dei due decreti ingiuntivi, sia le quote che lo stesso comune mensilmente deve trasferire al Consorzio – Il presidente Andrea Raneri, a tal proposito, ha ricordato alcuni passaggi della vicenda. «L’avvocato Giovanni Miasi, incaricato a suo tempo dal rappresentante legale del Consorzio di seguire i contenziosi giudiziari (decreti ingiuntivi) instaurati nei confronti del comune di Castelmola, per somme non versate, negli anni trascorsi, i cui esiti favorevoli nei confronti del Consorzio Rete Fognante hanno maturato il credito di 1.058.969,02 euro (residui attivi fino al 9 ottobre 2015) più volte trasmesso e non coperto da parte del comune di Castelmola. Questo debito nei confronti del Consorzio comprende sia il residuo afferente il saldo dei due decreti ingiuntivi, sia le quote che lo stesso comune, al pari degli altri enti, mensilmente deve trasferire al Consorzio per consentire i pagamenti nei confronti dei prestatori d’opera e dei diversi fornitori».

In sostanza il presidente del Consorzio, Andrea Raneri, ricorda come «il ritardato pagamento delle somme dovute per quote associative comporta obbligatoriamente un aggravio di interessi legali, comprese spese e competenze legali ed espone i rappresentanti politici e finanziari dei comuni a pesanti responsabilità».

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