Taormina, il Comune ricorre alla Cassa Depositi e Prestiti

L’erogazione è finalizzata al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014 – Il comune di Taormina ha ufficializzato la richiesta di accesso alla Cassa Depositi e Prestiti. La scadenza per presentare la domanda era stata fissata per giorno 10 novembre. Una data che l’ente comunale ha rispettato. Taormina, a quanto pare, ha fatto una richiesta di liquidità. L’erogazione, in particolar modo, è finalizzata al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonché dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2014 anche se riconosciuti in bilancio in data successiva, inclusi quelli contenuti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all’articolo 243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, approvato dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.

Le somme richieste e che dovrebbero essere impiegate sul Piano di riequilibrio sono oltre 3 milioni di euro, mentre le altre cifre ammontano a circa 4 milioni di euro – In sostanza si tratta di un fondo creato dallo Stato per pagare i debiti dei vari comuni che chiederanno di accedere alla Cassa Depositi e Prestiti. Le somme, eventualmente e come previsto dalla legge, arriveranno entro 15 giorni circa, ma tutto dipende dalle altre richieste in ambito nazionale e appunto dalla consistenza dei fondi disponibili. Per quanto riguarda il comune di Taormina, le somme richieste, in parte, servono a finanziare somme già impegnate e in parte sono finalizzate al Piano di riequilibrio economico-finanziario del comune. Le somme richieste e che dovrebbero essere impiegate sul Piano di riequilibrio sono oltre 3 milioni di euro, mentre le altre cifre ammontano a circa 4 milioni di euro e sono riconducibili al fatturato che il comune ha impegnato e ancora non pagato. Difficile, considerando il contesto nazionale, che queste somme verranno concesse in toto. Però il comune dovrà restituirle, a prescindere dall’importo, entro 30 anni secondo i termini previsti dalla legge.

Somme che non incideranno sulla situazione del possibile dissesto – In passato, è bene sottolineare, che il comune di Taormina ha fatto richiesta di accedere alle liquidità. Nel decreto sulle anticipazioni di liquidità, nell’articolo della concessione di risorse a enti locali, è previsto che i criteri e le modalità per l’accesso da parte degli enti locali interessati all’anticipazione, nonché per la restituzione della stessa, sono definiti sulla base delle disposizioni recate dall’addendum integrato mediante un atto aggiuntivo da stipularsi tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti e da uno schema di contratto tipo approvati con decreto del direttore generale del Tesoro, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Queste somme, qualora venissero concesse, non incideranno sulla situazione del possibile dissesto economico del comune, ma potrebbero avere un impatto sulla grave scopertura di cassa da parte del comune nei confronti della banca.

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