Il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano, in ricognizione al cimitero comunale di Riposto
Il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano, in una recente ricognizione al cimitero comunale di Riposto

La Giunta comunale presieduta dal sindaco Enzo Caragliano, ha approvato ieri la delibera di giunta con la quale, il Comune di Riposto, sulla scorta dei danni provocati a diverse infrastrutture pubbliche e a complessi residenziali nonché a strutture produttive private, in occasione dei recenti eventi meteorologici e segnatamente il nubifragio del 21 ottobre, le precipitazioni e la mareggiata del 31 ottobre e 2 novembre 2015, chiede agli Enti competenti il riconoscimento dello stato di calamità. In termini economici i danni, cosi come riportato nel dettaglio nella relazione tecnica del Responsabile comunale della Protezione civile, sono quantificati in 3 milioni di euro (strutture pubbliche e private) e quelli originati dalla mareggiata con danni sul lungomare stimato in 1,2 milioni di euro.

All’esito dei sopralluoghi compiuti sul territorio comunale ripostese, al fine di censire i danni, è stato accertato che nella zona di Rovettazzo-Altarello, i danni originati dalle intense piogge del 21 ottobre scorso, sono diventati ancora più pesanti in diversi punti della medesima area urbana in occasione degli eventi atmosferici del 31 ottobre e del 2 novembre scorsi  ed in particolare sulle strade 17 Altarello-S. Leonardello, 19 Rovettazzo, Strada 16 Casanera, Strada 21 Franca e via Carbonaro; e inoltre: la completa inagibilità del tratto est della Strada 18 Rovettazzo-Altarello e della Strada 25 Cozzi nei tratti ad est e ovest del ponte ferroviario; tratto di muro crollato sulla strada; gravi danni ai privati sia alle strutture agricole (agrumeti in particolare); nelle aree ad est del polo commerciale di Rovettazzo, sia alle abitazioni ed edifici abitativi adibiti ad attività produttive, nel borgo di Rovettazzo, ad Altarello e nel quartiere di edilizia cooperativa ad est del centro di Altarello. Nella frazione di Carruba, i danni, invece, sono dovuti principalmente alle precipitazioni del 21 ottobre, determinando lo sgretolamento del manto stradale dell’asse viario principale, la via Enrico Toti e inoltre allagamenti nei capannoni della zona artigianale. Danni ad immobili privati sono stati registrati anche in contrada Zummo-Mangano in conseguenza alle copiose precipitazioni del 21 ottobre scorso.

Il maltempo non ha risparmiato il quartiere Immacolata, particolarmente esposto ai rischi derivanti dal diffuso dissesto idrogeologico. In conseguenza agli eventi meteo di settembre e ottobre e della mareggiata del 31 ottobre-1 novembre, si sono verificati danni in alcuni tratti di strade, accumuli di detriti, otturazione delle caditoie stradali, allagamenti dei piani seminterrati di alcune abitazioni. Relativamente al lungomare Pantano, i danni sono essenzialmente dovuti alla mareggiata del 31 ottobre-1 novembre, con crolli di tratti di muro di contenimento, muretti di recinzione, marciapiedi e tratti di pista ciclabile retrostanti. Infine, nel primo bacino del porto turistico, in conseguenza alla mareggiata; sono stati riscontrati danni nei pontili con distacco degli stessi dal molo di ancoraggio, rotture degli ancoraggi al fondo marino, rotture dei giunti di collegamento, danneggiamenti dei pontili stessi in vari punti. Il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano, afferma: «L’Amministrazione, nell’immediatezza dell’emergenza, è intervenuta attivando il Coc e coordinando tutti gli interventi di messa in sicurezza, riaprendo al transito gli assi viari invasi dai detriti trascinati dalla mareggiata e disponendo una puntuale ricognizione su tutto il territorio verificando anche il rispetto delle regole – con particolare riguardo ai privati e titolari di attività produttive – della necessaria dotazione di impianti di drenaggio e di raccolta delle acque meteoriche. Il Comune nonostante le esigue risorse, ha fronteggiato al meglio l’emergenza.  Il riconoscimento dello stato di calamità ci consente di ottenere il supporto in particolare della Regione Siciliana, attivando quel capitolo nel quale sono accantonate quelle risorse finanziarie per le emergenze originate da eccezionali eventi meteorici”. “Lo stato di calamità – soggiunge l’assessore alla Protezione civile, Antonio Di Giovanni – è solo una delle tante misure che, come Amministrazione, abbiamo deliberato e si inserisce in un percorso di studi, progettualità e interventi iniziati già a poche ore dagli eventi atmosferici. In certe situazioni serve assumere rapidamente dei provvedimenti e possiamo ben dire che – in sinergia con i nostri uffici – siamo intervenuti tempestivamente. Adesso occorre studiare soluzioni, anche radicali, per una gestione più virtuosa e razionale del suolo, così come urge una pianificazione territoriale di area vasta che coinvolga tutti gli attori e tutti gli enti preposti alla mitigazione dei rischi. Abbiamo intrapreso il giusto percorso».

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