Adagio, il libro di Salvatore Maiorana

Con il romanzo breve Adagio (Edizioni Tracce, 2015) lo scrittore siciliano Salvatore Maiorana indaga, attraverso la costruzione di un agile “congegno narrativo”, il complesso mondo delle relazioni interpersonali. Protagonista della vicenda è un affermato pianista, Dave, che è alla ricerca della moglie Chiara, improvvisamente scomparsa senza una reale ragione. Questo fatto inaspettato non solo mette in ‘moto’ l’azione narrativa, ma diventa anche il motore della ricerca umana e spirituale di Dave, che è sempre in giro tra l’Italia e l’America per lavoro e che vede crollare le fragili certezze su cui aveva costruito la sua vita.

Il suo universo esplode, si frantuma, ed egli è costretto ad uscire dai confini ristretti della sua isola, dove ha la sua casa ed i suoi affetti più cari e da dove può ammirare i colori esuberanti del mare nelle sue diverse tonalità nei vari periodi dell’anno, per aprirsi al mondo. Egli realizza, attraverso un complicato percorso di ricerca interiore, che negli anni aveva maturato un atteggiamento di indifferenza nei confronti della vita e che, chiuso nel suo sterile microcosmo, non si era mai preoccupato di conoscere veramente la moglie. Nulla infatti sapeva del suo passato, dei suoi amori, del suo giovanile tentativo di suicidio e della depressione che l’affliggeva e che l’aveva fatta allontanare da lui. Per paradosso Dave comincia a conoscere Chiara proprio nel momento in cui l’ha persa,in cui è costretto per poterla ritrovare a guardare il mondo con occhi nuovi ed a dare voce per mezzo della musica alla sorgente dell’amore che alberga in lui.

Per ritrovarla deve riscoprire il linguaggio d’amore della madre (che è simboleggiata dal mare) e deve riscoprire il valore del dono gratuito (la musica). Solo il suo desiderio estremo di riabbracciarla, infatti, potrà fare sì che i due si ritrovino e si incontrino davvero per la prima volta. ‘Adagio’ di Salvatore Maiorana è non è soltanto un bel romanzo. È, a nostro giudizio, una ‘favola’ post-moderna,che è piacevole leggere e gustare per la levità della storia e l’eleganza dello stile e che ci insegna qualcosa sulla vita. Nella storia di Dave, che compie un percorso di sofferenza e di apertura alla realtà del suo tempo (si leggano le pagine in cui si imbatte sulla protesta degli universitari) per ritrovare Chiara, c’è quella dell’uomo del XXI secolo che non può ‘salvarsi’ se non esce dalla gabbia dell’indifferenza della società di massa e se non riscopre il linguaggio dell’empatia che ‘è la chiave che ci permette di diventare umani’ e di diventare ‘l’altro nel momento in cui sentiamo la sua sofferenza, il suo dolore’.

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