PD
Da sinistra: Ferdinando Ajello, Nino Bartolotta , Ernesto Carbone

Nino Bartolotta: «Non siamo solo un contenitore e neanche un taxi per altri» – Il Partito Democratico della provincia di Messina ricomincia dalla zona jonica e per essere precisi da Sant’Alessio Siculo. Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, si è tenuto l’incontro dal titolo “Il Pd che vorresti!” con l’onorevole Ernesto Carbone, commissario straordinario Pd Messina e l’onorevole Ferdinando Ajello, responsabile organizzativo del Pd Messina. Tra i primi a prendere la parola è stato il sindaco di Savoca Nino Bartolotta, che ha ricordato le esigenze che hanno spinto a svolgere l’incontro e ha puntualizzato qual è il partito che non vorrebbe: «Non vorrei un Pd come quello degli ultimi tempi, quello che non riesce ad affrontare i problemi e che è poco unito. Questo è quello che non vorrei, ovvero un Pd che non ha il coraggio di presentarsi con il proprio simbolo. Non siamo solo un contenitore e neanche un taxi per altri». Mentre il sindaco di Sant’Alessio Siculo, Anna Rosa Fichera, ha parlato soprattutto dei giovani della provincia di Messina, della loro disaffezione dalla politica e del processo di emigrazione che li vede protagonisti: «Dobbiamo fare in modo che i giovani non vadano via dalla nostra terra, perché stiamo perdendo tante potenzialità».

Felice Calabrò: «Un partito che faccia valere gli interessi del territorio» – L’ex candidato sindaco della città di Messina, Felice Calabrò, ha detto: «Finalmente. Il compito dei commissari è gravoso. Vorrei un partito che a livello nazionale e regionale si ricordi di essere il partito di governo. Dobbiamo dare risposte, perché la gente non è interessate alle beghe interne. Il partito deve essere contestualizzato al territorio a cui guardiamo, quindi dovrebbe essere un partito forte che faccia valere gli interessi del proprio territorio. Un partito che superi i litigi delle correnti, un partito che non si può presentare a Milazzo senza simbolo». Giuseppe Grioli ha ricordato che «abbiamo avuto un gruppo dirigente che per tre anni è stato incapace di organizzarsi da solo. Come classe dirigente abbiamo tutti fallito, in base alle nostre responsabilità».

Giacomo D’Arrigo: «Se non smetteremo di litigare le persone non si avvicineranno al Pd» – Il direttore dell’Agenzia Nazionale Giovani ed esponente dell’ala renziana del Pd Messina, Giacomo D’Arrigo, ha ammesso che «se il partito nazionale ha dovuto mandare dei commissari è perché qualcosa non ha funzionato. Mettiamoci a loro disposizione. Ricominciare dalla provincia è un segnale importante. Purtroppo abbiamo scaricato cattiverie, colpe su altri. Sottoscrivo quello che ha detto Mario Bolognari (ex sindaco di Taormina). Se non smetteremo di litigare le persone non si avvicineranno al Pd». Il responsabile organizzativo del Pd, l’onorevole Ferdinando Ajello, ha detto: «Costruiamo il Pd che volete voi. Penso che dobbiamo partire dalla macchina organizzativa e dai territori. Facciamo la politica nella città, nei quartieri disagiati. Da stasera è ripartito il nuovo Pd della provincia di Messina». Infine il commissario, onorevole Ernesto Carbone, ha concluso l’incontro affermando che «il partito deve essere normale. Non credo nelle cose eccezionali. Penso a tre aggettivi: partito unito, leale e veramente democratico. È necessario il rispetto delle regole. D’accordo sul confrontarci, scontrarci, ma è fondamentale la lealtà di tutti».

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