Taormina, spiaggia di Isola Bella
Taormina, spiaggia di Isola Bella oggi

“Proposta di restauro geo-ambientale duraturo della spiaggia di Isola Bella” – L’anno scorso è stato scritto un libro, “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo”, che è stato il resoconto di studi, analisi e sopralluoghi da parte di studiosi. Per la precisione la ricerca è stata condotta dal professor Franco Ortolani, dall’ingegnere Angelo Spizuoco, dalla dottoressa Silvana Pagliuca, dal dottor Valerio Buonomo, dall’ingegnere Anna Spizuoco, dal dottor Peppe Caridi e il coordinatore tecnico scientifico è stato l’architetto Giuseppe Aveni. In sostanza si è posta l’attenzione sulle zone a rischio idrogeologico, antropico e ambientale e si sono messe nero su bianco delle proposte innovative per salvaguardare il territorio. Tra gli argomenti presi in esame dal team di studio e di ricerca c’è l’Isola Bella di Taormina. Il paragrafo dedicato a uno dei posti più visitati del Mediterraneo si intitola “proposta di restauro geo-ambientale duraturo della spiaggia di Isola Bella”. È stato effettuato uno studio delle modificazioni morfologiche delle spiagge di Taormina e ciò che ha colpito gli studiosi è la spiaggia a sud dell’Isola Bella, la quale una decina di anni fa era più ampia.

«Riportarla alle dimensioni che aveva nella prima metà del secolo scorso» – Da quel periodo ad oggi, invece, a causa della «costante erosione dei sedimenti che non sono più riforniti all’ambiente costiero da parte dei corsi d’acqua anche in relazione alle variazioni climatico-ambientali che hanno caratterizzato l’area Mediterranea dalla fine del 1800», gli studiosi della proposta di restauro della spiaggia dell’Isola Bella affermano che l’evoluzione morfologica della spiaggia ha causato seri inconvenienti alla linea ferroviaria che, nella parte centrale, è protetta da strutture artificiali. In poche parole una delle zone più affascinanti dell’Isola Bella di Taormina, ovvero la spiaggia a sud, rischia di non essere «più una risorsa». Così la proposta degli studiosi è quella di effettuare «un restauro geo-ambientale della spiaggia riportandola alle dimensioni che aveva nella prima metà del secolo scorso, effettuando un ripascimento artificiale con sedimenti della stessa natura litologica e dello stesso colore di quelli esistenti attualmente sulla spiaggia».

Isola Bella (Taormina) in una foto scattata prima della Seconda Guerra Mondiale
Isola Bella (Taormina) in una foto scattata prima della Seconda Guerra Mondiale

Il ritorno al futuro dell’Isola Bella – Un progetto ambizioso che, senza ombra di dubbio, sarebbe un bel colpo d’occhio e un motivo in più per turisti e cittadini per recarsi all’Isola Bella. Già, perché in un contesto del genere non è da sottovalutare l’impatto economico e turistico di un lavoro di questa portata quando e se sarà concluso. Si realizzerebbe una sorta di ritorno al futuro dell’Isola Bella. Gli studiosi, nella loro ricerca, fanno sapere che «i sedimenti per garantire la stabilità della spiaggia restaurata dovrebbero avere le dimensioni della ghiaia fine-media arrotondata». Il ripascimento potrebbe essere realizzato in «maniera agevole», perché «la spiaggia in questione è lunga 300 metri e il fondale è caratterizzato da limitata profondità fino ad alcune decine di metri dalla riva». La proposta degli studiosi, con in testa il geologo Franco Ortolani, è quella di accumulare centinaia di migliaia di metri cubi di sedimenti selezionati dello stesso colore e granulometria di quelli presenti sulla spiaggia. Sedimenti che verrebbero presi lungo alcune aste torrentizie nelle parti pedemontane dove esistono ingenti volumi che stanno causando il progressivo sollevamento del letto delle fiumare.

Vantaggi ambientali, economici e turistici – Come detto in precedenza, un lavoro del genere potrebbe restaurare una spiaggia con un’ampiezza di circa 30 metri mettendo a disposizione del turismo balneare circa 9000 metri quadri di nuova spiaggia balneabile. Musica per le orecchie di Taormina, ovvero la Perla dello Jonio. I vantaggi, però, non sono soltanto di natura turistica e ambientale. Infatti la spiaggia garantirebbe una evidente protezione per i binari della ferrovia. E a proposito di ferrovia, evidenziano gli studiosi della proposta, l’intervento di restauro geo-ambientale si potrebbe realizzare anche nel litorale a sud dell’Isola Bella, compreso tra Villagonia e Giardini Naxos, anche quello interessato da una costante erosione e «la costruzione del porto di Giardini Naxos ha originato una trappola di sedimenti che vengono progressivamente sottratti alla spiaggia ubicata a nord».

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