Taormina 24/08/15 - Il sindaco Eligio Giardina consegna il premio
Taormina 24/08/15 - Il sindaco Eligio Giardina consegna il premio "Città di Taormina" al presidente della Figc Carlo Tavecchio - Foto di Saro Laganà

Riecco Tavecchio – «Noi, invece, diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree», questa è stata la prima massima del presidente della Figc Carlo Tavecchio, mentre la seconda volta aveva fatto uno scivolone sulle donne: «Si pensava che le donne fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili». Dopo l’importante scoperta antropologica di Carlo Tavecchio e diverse settimane di saggio silenzio, ecco che il numero uno del calcio italiano torna a far parlare di se per le sue esternazioni che questa volta sfondano il muro del razzismo e dell’antisemitismo. Parlando della sede della Lega Nazionale Dilettanti, Tavecchio afferma che è stata comprata da «quell’ebreaccio di Anticoli. Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada». E poi, riferendosi ad un ex dirigente della Federazione: «Ma è vero che è omosessuale? Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo».

«Tavecchio non è la persona giusta per portare il calcio in una dimensione diversa da quella degli ultimi anni» – Il diretto interessato si difende e parla di “gomblotto”, nel pieno stile italiano, ma nel frattempo il presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, ha commento su La Repubblica: «Una persona che si esprime in questo modo non può rappresentare il nostro Paese. Le sue sono affermazioni indecenti. Spero si renda conto da solo che non può ricoprire quel ruolo». Affermazioni che hanno provocato delle reazioni nel mondo del calcio. Oltre a presidenti ed ex giocatori, hanno parlato anche noti giornalisti sportivi. Tra di loro Darwin Pastorin, ex vicedirettore di Tuttosport, direttore di La7 Sport e dei Nuovi Programmi di Sky Sport, il quale a BlogTaormina ha affermato che «il calcio, dopo le ennesime dichiarazioni di Carlo Tavecchio, ne esce male. Tavecchio non è la persona giusta per portare il calcio in una dimensione diversa da quella degli ultimi anni. Serviva un dirigente diverso, ma io l’avevo detto in tempi non sospetti e puntavo su Demetrio Albertini, perché è un uomo di calcio e perché è una persona che ho sempre stimato».

Darwin Pastorin
Darwin Pastorin, ex vicedirettore di Tuttosport, direttore di La7 Sport e dei Nuovi Programmi di Sky Sport

«Nel premificio italiano bisognerebbe premiare un presidente della Figc alla conclusione del proprio mandato e non prima» – «Dopo le gaffe peggiori dall’Opti Poba alle donne fino agli ebrei e agli omosessuali, mi sembra che Tavecchio abbia fatto il pieno. Per il bene del calcio dovrebbe farsi da parte, riflettere sulle cose dette e lasciare il posto a chi comprende i problemi del calcio e della società. Tavecchio, invece, è una persona che mi sembra inadeguata a un ruolo importante, che dovrebbe essere un esempio soprattutto per i più giovani». Darwin Pastorin che in queste ore ha visto il filmato con protagonista il giocatore degli All Blacks, Sonny Bill Williams, il quale ha messo al collo di un piccolo tifoso la medaglia d’oro per consolarlo dopo la sua invasione di campo che era stata intercettata dalla sicurezza, sostiene che «dovrebbe essere questo lo spirito dello sport». Invece in Italia siamo costretti a commentare le affermazioni del presidente della Figc: «Tavecchio, dopo le sue esternazioni, ha chiesto mille volte scusa ma le parole restano e le parole sono pietra». E a proposito di pietre e momenti indelebili, c’è quella “coraggiosa” premiazione che durante l’evento “Calciomercato a Taormina” ha visto protagonista proprio Carlo Tavecchio. Già, la città di Taormina ha avuto l’ideona di premiare il presidente criticato e nell’occhio del ciclone già prima della sua elezione. L’uomo che ha subito critiche da buona parte d’Europa, nella Perla dello Jonio, all’interno di un evento che è stato un mezzo fallimento considerando l’assenza dei principali dirigenti di calcio italiani, ha ricevuto il premio “Città di Taormina – Raimondo Lanza di Trabia”, riconoscimento assegnato al numero uno della Federcalcio «per aver portato anche nella Nazionale italiana le sue eccelse qualità di uomo squadra, dirigente competente e persona leale, sempre evidenziate nella prestigiosa carriera di calciatore e dirigente». E Darwin Pastorin, anche se concede la buona fede a chi ha consegnato il premio, sostiene che «nel premificio italiano bisognerebbe premiare un presidente della Figc alla conclusione del proprio mandato e non prima».

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