Teatro Antico di Taormina
Teatro Antico di Taormina

Dopo la protesta del Comitato Taormina Arte per le modalità con cui si sta procedendo nell’affidamento del Teatro antico in vista della stagione 2016, ecco che ad alzare la voce, questa volta, è l’associazione Musica da Bere, che il 19 ottobre, insieme ad altre associazioni e alla stessa Taormina Arte, ha partecipato all’incontro presso la sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana in via delle Croci in cui si è iniziato a discutere della programmazione degli eventi che si svolgeranno al Teatro antico di Taormina nel 2016. Se il Comitato Taormina Arte lamenta di essere stato messo in secondo piano dall’ormai ex assessore ai Beni culturali Antonio Purpura, l’associazione Musica da Bere denuncia che «la ceca burocrazia della Regione Siciliana sta per uccidere definitivamente il Teatro Antico di Taormina! I grandi Eventi che hanno portato una notevole ricaduta economica sulla città e sulla Sicilia tutta rimarranno un ricordo del passato».

Musica da Bere pensa a spettacoli del passato, come «Bob Dylan, con centinaia di pacchetti turistici venduti all’estero, Sting con quasi 2 mila biglietti venduti fuori dalla Sicilia, Santana, Elthon John, Peter Gabriel, James Blunt rimarranno un ricordo, con buona pace degli alberghi taorminesi meno pieni, in una economia che langue ed in una Sicilia che crolla! Vedere uno spettacolo di grande prestigio internazionale riempire e poter essere gestito privatamente senza gravare sui pubblici bilanci ha dato fastidio!». L’associazione Musica da Bere denuncia che «la Regione Sicilia degli sprechi e delle inefficienze sta per decidere di effettuare un “bando pubblico” per l’assegnazione delle singole date (ma dove si è visto mai?!?), completando il tutto con un aumento del 300 per cento (si, leggete bene, trecento per cento) dei canoni. Ma vi immaginate Sting che aspetta mesi solo per sapere se una data a Taormina è disponibile? Perché per qualcuno 15 mila euro di canoni per un concerto come quello di Sting o Santana sono pochi, ce ne vorrebbero 50 mila! Se i folli intendimenti di politici legati solo alla poltrona e burocrati fuori dal mondo reale avessero un seguito, si produrrebbe il deserto culturale a Taormina e, di conseguenza in tutta la Sicilia».

L’associazione Musica da Bere ricorda l’importanza in tutta la Sicilia del Teatro antico e pone l’accento sull’importanza della programmazione: «Oggi il Teatro Antico è l’unica località in Sicilia ove, con fatica, costi alti e grandi rischi d’impresa, si possono organizzare eventi degni di tale nome. Ma la struttura rappresenta solo un elemento necessario ma non sufficiente per la realizzazione di un evento. Elemento fondamentale è programmare uno spettacolo di grande prestigio e richiamo e “last but not least” il rischio d’impresa, i capitali necessari a garantire l’evento. Se si rompe l’equilibrio fra queste componenti, il Teatro Antico farà il pieno di turisti, magari venderà gadget o monterà mostre finanziate indirettamente e in maniera poco limpida, ma il pubblico dei grandi eventi non lo vedrà più! In questi ultimi anni una serie di avventurieri hanno invaso il Teatro con performance mediocri e spettacoli da 10 (dieci) spettatori paganti. Ebbene, una sana gestione della struttura dovrebbe rendere difficile usufruire del Teatro agli spettacoli mediocri, agli organizzatori improvvisati ed evitare lo squallore di un Teatro vuoto. Invece si vuole adottare un sistema che riempirà il Teatro di spettacoli mediocri, che possono aspettare i tempi e le incertezze di un bando e pagare una percentuale tripla su incassi inesistenti, e renderà impossibili i grandi eventi. L’insana e miope politica della Regione e la cieca burocrazia stanno creando il tutti contro tutti».

Musica da Bere, inoltre, critica l’idea del comune di Taormina di pretendere il 50 per cento delle date e le recenti proposte di Taormina Arte: «Il comune vuole assegnate il 50 per cento delle date “per poter fare la propria programmazione” chissà con quali soldi, Tao Arte grida al “mercimonio del Teatro Antico per gli interessi degli imprenditori privati”: vogliono forse fare altri milioni di debiti? Taormina Arte va adeguatamente finanziata e messa in condizione di produrre spettacoli di alto spessore artistico e culturale, anche in sinergia con i privati: per far questo ci vogliono finanziamenti ben più cospicui delle poche centinaia di migliaia di euro degli ultimi anni: non è un problema di date, ma di capitali! Se non c’è questa volontà politica, certo Tao Arte non può ridursi a gestire una struttura non propria senza poter produrre nulla: non avrebbe senso e si potrebbe configurare una concorrenza sleale all’imprenditoria privata! I canoni per i grandi eventi vanno abbassati, non triplicati!

E i proventi di tali canoni, anziché finire nel calderone dello spreco regionale, devono rimanere nel territorio e servire per gli allestimenti e la gestione del medesimo Teatro, per la sua manutenzione e salvaguardia e per la gestione di servizi aggiuntivi agli spettatori. Il Teatro Antico è innanzi tutto di Taormina e dei Taorminesi, ma anche dei Siciliani tutti».

Già, la vicenda rischia di trasformarsi in una guerra di tutti contro tutti e l’associazione Musica da Bere ha le sue ricette per la gestione del Teatro antico: «La tutela spetta alla Regione Sicilia per opera dell’ottimo Ente Parco di Naxos, una struttura che fino ad oggi ha dimostrato di funzionare bene. È la città di Taormina che ne vive principalmente i vantaggi ed i disagi e questo va tenuto in considerazione. Uno studio della Camera di Commercio di Milano stima che la ricaduta economica di un grande evento musicale sul territorio sia pari a 7 volte l’incasso dei biglietti. Infine un discorso su legalità e trasparenza: tanto sbandierata da una Regione che poi non ottempera alle sue stesse leggi che le imporrebbero di dare risposte certe alle istanze di concessione entro 60 giorni dalla presentazione: dalla nostra istanza per il 2016 ne sono già passati 90 ed abbiamo già presentato un ricorso al Tar. Altri organizzatori stanno facendo la stessa cosa. Mentre a Palermo discutono di chi deve prendere poltrone di potere, la Sicilia, Taormina e il Teatro Antico vanno in malora!».

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