Frana a caltabiano
Nello Musumeci, esponente dell'opposizione all'Ars

«Il centro abitato di Calatabiano continua a rimanere sotto l’incubo di una possibile frana» – La cittadina di Calatabiano e il dissesto idrogeologico del territorio. Dopo il fiume di fango che negli ultimi giorni ha invaso il vecchio quartiere di Manganelli, a causa della rottura della condotta Fiumefreddo che porta l’acqua a Messina, a Calatabiano ci si chiede come sia stato possibile che negli anni ‘80 si sia realizzata la condotta in un’area, ovvero contrada Piano Piraino, ad alto rischio di frana. Una vicenda che ha alterato l’equilibrio idrogeologico della zona. A denunciare le preoccupazioni dei cittadini di Calatabiano all’Ars è stato l’onorevole Nello Musumeci. «Il centro abitato di Calatabiano continua a rimanere sotto l’incubo di una possibile frana e la regione resta latitante». Una denuncia ben precisa nei confronti del governo siciliano da parte dell’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci che, insieme ai colleghi di gruppo Gino Ioppolo e Santi Formica, ha presentato una interpellanza urgente al governo Crocetta.

«La saldatura della condotta che porta l’acqua a Messina e le strutture di sostegno della stessa condotta realizzate nei giorni scorsi nulla hanno a che vedere con la messa in sicurezza della collina» – Nell’atto ispettivo i deputati chiedono di sapere non solo «perché la regione è intervenuta con tre giorni di ritardo dopo la rottura della condotta a monte, ma anche quali interventi immediati e a breve scadenza la Protezione civile e l’assessorato regionale al Territorio hanno programmato per il consolidamento della collina che sovrasta l’abitato del centro rivierasco ionico. La saldatura della condotta che porta l’acqua a Messina – ha sottolineato Musumeci – e le strutture di sostegno della stessa condotta realizzate nei giorni scorsi nulla hanno a che vedere con la messa in sicurezza della collina, suscettibile di nuovi smottamenti del terreno, specie sotto l’incalzare di piogge abbondanti e insistenti. Non vorremmo che la cessata emergenza idrica della città dello Stretto faccia dimenticare il permanere di un’altra non meno grave emergenza. Per questo, chiamiamo ognuno alle proprie responsabilità e chiediamo al capo della Protezione civile regionale di venire a Calatabiano per un incontro pubblico ed assumere precisi impegni».

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