Lettere al direttore

Buongiorno Direttore,
desidero replicare alla risposta dell’ingegnere Sottile relativa al raddoppio di tempi di soccorso presso la funivia di Taormina. Ringrazio personalmente l’Ingegnere Sottile per l’apprezzamento del lavoro da noi svolto in passato, ma sono costretto a far notare che, come un oscuro giocatore di briscola, se io “ho buttato coppe, Lui ha risposto a bastoni”. Il nostro dubbio riguardava i tempi di intervento e la provenienza del personale scelto per il soccorso, e non mi sembra che a tali dubbi sia stata data consona risposta. È indubbio che il direttore di esercizio risponde all’Ustif; a tale ente è stata, infatti, rivolta anche una nostra richiesta di chiarimenti, cui la Direzione Motorizzazione Civile di Napoli per il Sud Italia ha risposto, richiedendo a sua volta lumi all’Ustif di Napoli, circa il cambio di rotta dell’Asm di Taormina. Di queste indagini avremo risposta spero, nell’immediato futuro. Quanto ai nostri fantasmagorici compensi (qualcuno ha letto/detto mezzo milione di euro??), invito chi legge a fare un semplice calcolo. 339.350 € suddiviso per 14 anni, diviso per i 7 elementi del nostro gruppo, diviso per 12 mesi l’anno, si riducono alla ben più misera cifra di 288 €/cad al mese lorde, per reperibilità e soccorso, negli orari e tempi di apertura dell’impianto, notti incluse.

A tal proposito sono sicuro che qualche piccola riflessione appagherà la curiosità anche di quei lettori più attenti, che hanno esternato le loro perplessità: sette persone che garantiscono 12 mesi l’anno due squadre da 3 (ovvero 6 elementi) non sono la stessa cosa di almeno 50 volontari che fanno qualche turno di reperibilità a settimana; se il soccorso negli impianti di montagna è sempre gratuito, come mai qui a taormina anche i volontari del SASS vengono pagati; Taormina come Erice (leggasi funivia Trapani-Erice), non è comune di montagna ed il soccorso alpino non ha alcuna giurisdizione territoriale, a meno di eventuali fozature; ne consegue che il soccorso a Taormina deve necessariamente avere connotazioni diverse da quello in montagna, in cui una postazione del soccorso alpino è sempre presente per ovvi motivi istituzionali legati al soccorso in montagna, li… due piccioni si prendono con una sola fava; il servizio funivie e impianti di risalita in qualunque montagna chiude salvo rare eccezioni alle 16.30, e la reperibilità del personale in tal senso è pertanto limitata al periodo di effettiva presenza dei volontari nella postazione di montagna, come detto, per altri scopi; quanto al coinvolgimento del personale interno Asm nelle esercitazioni di soccorso, rammento a chi legge che negli scorsi venti anni, mai nessun elemento ha partecipato fattivamente alle nostre esercitazioni, (tranne qualche avventuroso impiegato volontario), oltre che per i compiti di routine, sebbene il loro addestramento fosse esplicitamente richiamato come nostro obbligo nel contratto; evidentemente, i costi per coinvolgere il personale interno non sarebbero così esigui e sostenibili per l’amministrazione; in soldoni, pagare un impiegato strutturato in Asm per il soccorso non sarebbe così economico; ricordo infine che la citata «consulenza sui controlli del materiale di soccorso e formazione degli addetti, nonché il “programma di addestramento specifico degli agenti disponibili per operare sul posto il primo intervento in attesa dei soccorritori del S.A.S.S” faceva già parte del contratto precedentemente stipulato con il nostro gruppo, come anche le esercitazioni che “saranno oggetto di valutazione sulle quali il sottoscritto Direttore di Esercizio relazionerà, come previsto dalle norme, l’U.S.T.I.F. competente “Tutto questo, esisteva già; nulla di nuovo, come potete notare, sotto il sole.

Desidero aggiungere, a corollario di quanto detto, che la motivazione economica è solo una illusoria scusante addotta dall’Azienda; il mio gruppo, negli anni, ha dovuto appositamente regolarizzare la propria posizione giuridicamente e fiscalmente, creando apposita associazione con tanto di statuto, pagando regolarmente l’Iva, l’Irap nonché singolarmente le varie aliquote Irpef cumulate, a carico degli elementi che lo compongono, con carichi fiscali che superano il 50 per cento di quanto percepito, come chiunque dichiari le tasse dovrebbe sapere; il Sass, in quanto ente parificato ad istituzione statale, non ha alcun carico fiscale; ciò significa che facendo sempre quelle semplici operazioni matematiche cui accennato all’inizio, il loro compenso, esentasse, e’ proporzionalmente anche superiore a quello che fu il nostro: circa 167 euro/cad al mese, nette. E ancora, come non e’ a tutti noto, il mio non è l’unico gruppo che opera con competenza nel settore del soccorso in area Taormina; supponendo che il servizio da noi reso non sia stato più soddisfacente, l’Azienda, che alla fine ha operato per reclutamento diretto, e quindi per conoscenza diretta, al di la dei ridicoli bandi di reclutamento, avrebbe potuto sprecare qualche energia contattando prioritariamente operatori della zona (mio gruppo escluso) prima di andare a reclutare gruppi non residenti in zona, con le conseguenti grosse conseguenze sulla sicurezza dell’impianto. Ebbene, alla fine di tutto questo groviglio di contratti, delibere, normative, opinioni e scelte effettuate, che altro non sono che semplice accademia, il miei dubbi restano i medesimi e, purtroppo, irrisolti: il tempo del soccorso è stato raddoppiato; il gruppo incaricato risiede in altra provincia. Infine, il “mistero” che avvolge la politica di codesta amministrazione volta ad affidare i propri servizi “altrove” resta, per noi tutti, sempre più fitto. Grazie molte a chi avrà’ avuto la pazienza di leggere e capire.

Manlio Passalacqua
Gruppo Grotte Luce di Taormina

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