Albert Henry Stopford
Albert Henry Stopford

Tra i “baroni” che vissero nel primo ventennio a Taormina c’è l’inglese Albert Henry Stopford, uomo ricchissimo, noto antiquario, amico, almeno così affermava lui stesso della regina Vittoria e del re Giorgio V, sicuramente in stretto contatto con la famiglia Romanov di cui era il gioielliere di fiducia. Stopford giunse a Taormina nel gennaio del 1901 e il 21 di quel mese era già ben inserito all’interno della comunità inglese da organizzare l’elogio funebre in memoria della regina Vittoria morta il giorno prima. La corrispondenza con il grande autore inglese David Herbert Lawrence testimonia che Albert Stopford era presente a Taormina nel 1922 ed era considerato dai più “l’uomo che scandalizza la cittadina”. Strana affermazione. La fama di Taormina infatti era quella di una città dove era possibile vivere da diversi al di fuori da ogni etichetta di moralismo borghese. Per questo i più appassionati frequentatori di Taormina furono proprio Oscar Wilde, Andrè Gide, Thomas Mann, Guy de Maupassant, Charles Baudelaire.

Come dire l’eccentricità e le stravaganze erano conosciute e tollerate. Il “diverso” ben accolto e integrato.  Di certo Stopford come Wilde aveva dovuto lasciare l’Inghilterra a seguito di uno scandalo di carattere omosessuale, che lo aveva coinvolto insieme al suo giovane amico Felix Youssoupov, e lo aveva persino fatto finire in carcere per un anno. Vividi ricordi di Stopford nel periodo che visse a Taormina sono stati raccontati dall’antiquario taorminese Giovanni Panarello e narrati sapientemente dal giornalista e scrittore Gaetano Saglimbeni. Sir Albert Stopford, detto Mylord, amava coltivare rose nel suo giardino dove invitava gli amici a bere il tè e passeggiare un paio di volte al giorno avanti e indietro per il Corso, dove distribuiva “monete e pacche sulle spalle ai devoti che gli baciavano le mani e facevano festa al suo passaggio”. ( “Taormina, la storia,i segreti,i baroni,i peccati,le follie …” di Gaetano Saglimbeni). Alto, magro, elegante e assai stravagante è ricordato soprattutto per  una lite  furibonda con Robert Percyvall Campbell, per i begli occhi di un orchestrale, che suonava in una serata di gala nel  salone delle feste del San Domenico. Campbell avvicinò l’oggetto del suo desiderio allungandogli un biglietto da cento lire. Stopford rilancio con uno da 500. Cominciò un’ asta pubblica, e quando Campbell gridò “cinque mille”, Stopford tacque, non aveva più soldi in tasca. Il rivale commentò trionfante “cinque mille io, sono più ricco di Mylord”. Lo sconfitto reagì, agguantando un mandolino rompendolo in testa al rivale.

© Riproduzione Riservata

Commenti