Mostra su Pier Paolo Pasolini a Taormina
Mostra "Che cosa sono le nuvole?", Palazzo Corvaia-Taormina

E’ stata prorogata fino al 29 novembre la mostra “Che cosa sono le nuvole? – Omaggio a Pier Paolo Pasolini”. L’esposizione, curata da Giuseppe Morgana, e promossa da Taormina International Book Festival – Taobuk, presieduto da Antonella Ferrara, giunto alla quinta edizione, è stata allestita nella straordinaria cornice del palazzo Corvaja a Taormina, e fatto registrare una grande affluenza di visitatori. La mostra, organizzata nell’ambito della quinta edizione del Taobuk 2015, conclusosi il 25 settembre, che pure ha fatto registrare migliaia di visitatori, impreziosito dalla presenza di ospiti di prestigio come, tra gli altri, il Premio Nobel per la Letteratura Oran Pamuk, il maestro Uto Ughi, il giudice Raffaele Cantone, lo scrittore Tahar Ben Jalloun, Don Luigi Ciotti e il cantautore Vinicio Capossela, non è dedicata solo a Pasolini. Il tema concettuale che ne ha resa possibile la creazione è legato alla sinergia artistica che le dinamiche creative del regista intrattenevano con gli artisti figurativi, le cui opere sono esposte alla mostra. Undici opere di artisti celebrati in tutto il mondo: Francisco Goya, Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Roberto Sebastian Matta, Georg Grosz, Filippo De Pisis, Giuseppe Mazzullo, Mario Schifano, Tano Festa e Piero Guccione.

«Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato». Questo è uno degli aforismi più noti del grande Pasolini, poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, e giornalista italiano. Il prolungamento della mostra, “Che cosa sono le nuvole? – Omaggio a Pier Paolo Pasolini”, considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo, è il trattamento speciale per un allestimento che ha anche il compito di informare e contribuire ad un allargamento delle conoscenze non solo riguardo la figura e l’operato dell’artista bolognese, ma anche per tutta l’arte del Novecento.

La mostra, infatti, definita “un luogo letterario”, prosegue anche per consentire agli studenti delle Università e delle Scuole Superiori di approfondire la conoscenza della storia dell’arte del Novecento, in un percorso espositivo dove letteratura e arte figurativa si fondono e si confondono tra opere di artisti che più di altri sembrano avere la singolare capacità di andare oltre ciò che appare, evocando il non visto e anche il non visibile, come i pensieri, i sogni, gli incubi, i desideri. Tutti questi luoghi “non luoghi”, questi posti della fantasia erano senza dubbio i punti da cui preferiva partire il lavoro immaginativo di Pasolini, che era legato a tanti degli artisti in mostra, così come era legato alla figura del grande Sciascia. Nell’allestimento, infatti, sono inserite anche dieci lettere autografe di Pasolini indirizzate a Leonardo Sciascia, che sono state concesse in prestito, in via del tutto eccezionale, dalla Fondazione Sciascia di Racalmuto.

L’evento, patrocinato dal Comune di Taormina, gode del sostegno della Soprintendenza BB. CC. AA. d Messina, della Provincia Regionale di Messina – Galleria Lucio Barbera, della Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto, della Fondazione Ulisse di Roma e della Fondazione Brodbeck di Catania. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 21.00, e sarà possibile, previa prenotazione anche accedere a delle visite guidate. Pasolini amava la vita in tutte le sue sfumature in una maniera forte e a tratti disperata. Questa forza e questa tenerezza estrema lo avranno guidato nella realizzazione del cortometraggio che dà il titolo alla mostra. Del corto, nel quale recitano tanti famosi attori italiani, tra cui il grande Totò, e che faceva parte di un film a episodi, Capriccio all’italiana, in un piccolo spazio, si potrà assistere alla proiezione . «Amo il sole, l’erba, la gioventù» – amava dire, – «L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro». Purtroppo sappiamo come è finita la sua fame per la vita e le passioni, ma sappiamo anche che la memoria del suo modo poetico di raccontare con le immagini e con le parole, è diventato ormai patrimonio della nostra cultura ed è bello che le nuove generazioni si avvicinino, lo attraversino, e ne facciano anche una loro ricchezza.

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