Dichiarazioni di Fabio Di Cara sui migranti
Forza D’Agrò, Di Cara: «Un luogo della Memoria per non dimenticare quello che è successo»

Messina, i migranti e la richiesta di aiuto alla provincia – Il comprensorio di Taormina e l’accoglienza. La tragedia che si consuma settimana dopo settimana nel Mediterraneo, che si è trasformato in un mare di morte e indifferenza, mentre sono lontani i tempi in cui le sue acque erano sinonimo di scoperta, speranza e confronto, tocca da vicino soprattutto la Sicilia. Si, non solo quella parte di isola bagnata dal Canale, ma anche la parte orientale della regione. Chi vive a Messina, infatti, e deve prendere l’aliscafo per motivi di lavoro, studio o per un piacevole viaggio, spesso e volentieri nota l’arrivo di migranti sulle motovedette della Guardia Costiera. Bambini, donne, uomini e anziani che, di volta in volta, vengono smistati nel territorio. La città di Messina, tramite il sindaco Renato Accorinti, a causa del flusso continuo e delle strutture ormai sature della città ha chiesto aiuto alla sua provincia. Qualcuno ha risposto positivamente, ma non solo per ospitare i migranti, anche per far seppellire nel cimitero i defunti. Quelli che sono morti durante la traversata.

I 12 migranti che hanno trovato la pace nel cimitero di Forza D’Agrò – Messina, ormai da decenni, ha un problema con il proprio Cimitero monumentale e i defunti vengono “parcheggiati” nel “deposito” per diversi mesi. Italiani o stranieri conta davvero poco. È così anche per i migranti che non ce l’hanno fatta. Alcuni di loro, ormai da diversi giorni, sono sepolti nel cimitero di Forza D’Agrò. Il sindaco, Fabio Di Cara, ha raccolto l’invito delle istituzioni messinesi e ha aperto le porte del proprio paese ai migranti. Erano dodici bare, 8 uomini e 4 donne di giovane età. Hanno trovato la sepoltura a Forza D’Agrò, dopo una cerimonia in cui erano presenti le autorità locali e il comandante della stazione dei carabinieri, maresciallo Maurizio Zinna; il dirigente del Commissario di Polizia di Taormina, vicequestore Vincenzo Coccoli, accompagnato dal sostituto commissario Rizza e dal sovrintendente Ponturo; il luogotenente Antonino Virecci Fana, vicecomandante della Guardia di Finanza di Taormina; il comandante del Corpo di Polizia municipale, ispettore capo Giuseppe Trimarchi; l’ispettore superiore Antonino Di Stefano e il sovrintendente capo Antonio Tamà del Corpo forestale di Savoca.

«E’ la tragedia del nostro secolo» – Con loro anche gli alunni della scuola media di Forza D’Agrò, che hanno condiviso dei pensieri con la comunità dopo aver affrontato il dramma della migrazione in classe con i loro professori. Sono i migranti del Canale di Sicilia e le salme sono giunte da varie zone dell’isola. Una su tutte è la cittadina di Pozzallo. L’idea del sindaco Fabio Di Cara è maturata dopo aver visto in televisione e sui social l’immagine di quel bambino morto sulla spiaggia che ormai è diventato un simbolo della migrazione. Una foto che ha fatto il giro del mondo e ha lasciato il segno soprattutto a chi è genitore. «Ho individuato un’area del cimitero sensibilizzando le scuole, perché non si può far passare nell’indifferenza questa situazione. È importante sensibilizzare la popolazione su una tragedia che ci tocca da vicino, ma sembra sempre che appartenga ad altri». Un esodo che il sindaco Di Cara non ha esitato a definire «la tragedia del nostro secolo» e a proposito di tragedie il primo cittadino ha ricordato come nel cimitero di Forza D’Agrò sono presenti i defunti del terremoto di Messina del 1908.

«Si sono dimenticati che noi siamo stati un popolo di migranti» – «Quando ero piccolo notavo sempre quelle tombe ed era un modo per non dimenticare ciò che era successo. È con questo spirito che abbiamo deciso di creare un piccolo luogo della memoria nel cimitero. Presto verrà posta una cancellata in ferro e una lapide in ricordo di questi migranti morti mentre fuggivano da guerre, fame e sognavano un futuro migliore. È il nostro modo per far ricordare, a chi verrà dopo di noi, cosa è successo in questi anni». Queste sono le idee e i progetti del sindaco di Forza D’Agrò, una cittadina che ha accolto con senso di solidarietà le dodici salme e che può essere un esempio per altre zone del comprensorio, dove alcuni cittadini preparano sit-in di protesta e alzano la voce contro l’accoglienza ai migranti di Taormina: «Non condivido un atteggiamento del genere. Forse si sono dimenticati che noi, in primis, siamo stati un popolo di migranti e la Sicilia ha fatto dell’accoglienza un suo modo di essere», ha concluso il sindaco Fabio Di Cara.

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