Messina vista dall'alto

Una città fantasma – Le cittadine e i cittadini di Messina sono senza acqua da più di quattro giorni e almeno fino a lunedì non verrà riattivata l’erogazione idrica nelle case dei messinesi. Una notizia che, in qualsiasi altra parte del centro-nord Italia avrebbe smosso media e classe politica. Ci sarebbero stati speciali, programmi pomeridiani di approfondimento. Invece no, non si tratta della morte di qualche ragazza sulla spiaggia su cui speculare e fare ascolti nel nome del Dio auditel. No, è “solo” acqua e pazienza se la città della regione più vicina all’Africa per diversi giorni non può usufruire del bene essenziale. Qualcuno dice che l’indifferenza è il più grave peccato mondiale e stando a questa citazione i peccatori sono molti, troppi. Messina è diventata una sorta di città fantasma, un centro buono solo, con i suoi 250 mila abitanti circa, a raccattare voti in vista delle tornate elettorali. Una città schiava di se stessa e della sua decadenza, ma anche degli atteggiamenti e delle mancate azioni da parte di chi, da Roma e Palermo, dovrebbe agire.

Messina come Springfield, dalla cupola di vetro a quella dell’indifferenza – Niente, Messina è come se non esistesse. È come se ci fosse quella mega cupola che l’Epa, nel film dei Simpsons, aveva utilizzato per nascondere al mondo la città di Springfield. Messina, a quanto pare, non ha bisogno di nessuna cupola di vetro. L’indifferenza è astratta, ma molto più difficile da distruggere di qualsiasi gigantesco contenitore di vetro. A chi importa, dunque, se la zona sud della città è in una fase di degrado costante dal punto di vista architettonico, ambientale e culturale? A chi interessa se i torrenti della città sono bombe a orologeria? A chi interessa se i cassonetti della spazzatura sono strapieni di immondizia e intorno ci sono ratti che sembrano aver subito qualche mutazione genetica per la loro grandezza? A chi interessa se in centro ci sono blatte? A chi interessa se vogliono continuamente ridimensionare i trasporti marittimi e ferroviari, mentre le strade sono piene di buche?A chi importa se a ogni pioggia le strade si allagano e durante ogni presunta allerta meteo non si può uscire da casa?

La città sprofonda, ma scala le classifiche dei social con l’hashtag #Messinasenzaacqua. Deprimenti consolazioni – La lista è lunga, ma nelle ultime ore si sono aggiunti altri disagi. Fino a qualche mese fa, nella zona sud della città, c’era un cartello in cui c’era scritto “Messina, città d’Europa”. Per fortuna è stato rimosso. Già, perché è una grande bugia. Qui l’Europa, a parte qualche conferenza, non è mai arrivata. Non la fanno arrivare i candidati al Parlamento europeo e non la fanno arrivare neanche da Bruxelles. Si parla di Messina soltanto per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Un’opera faraonica che dovrebbe mettere nell’ombra i problemi cronici della città. Come le luci della ribalta di Los Angeles che hanno messo in un angolino la povertà e la miseria delle periferie. Sta di fatto che in queste ore Messina vive una vera e propria tragedia. Scuole pubbliche e private chiuse e anche asili, negozi, centri di aggregazione giovanile, uffici pubblici. Chiusura parziale dell’Università di Messina, dei servizi cimiteriali, della Polizia Municipale e andando avanti di questo passo anche l’Ospedale e il Pronto Soccorso potrebbero avere delle difficoltà. Per non parlare dei problemi che avranno gli anziani e i malati. Tutto è stato causato da una frana lungo il tracciato dell’acquedotto Fiumefreddo che attraversa il territorio di Calatabiano. Si è rotta la condotta dell’acquedotto diretta a Messina. La città è senza acqua e sprofonda nelle classifiche della vivibilità, ma l’hashtag #Messinasenzacqua scala le classifiche dei social. Deprimenti consolazioni nell’età della tecnica.

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