Alessandra Caltabiano, consigliere di minoranza e presidente della IV commissione consiliare
Alessandra Caltabiano, consigliere di minoranza e presidente della IV commissione consiliare

Alessandra Caltabiano: «La Casa di Riposo non ha alcuna convenzione con il Ministero degli Interni per il servizio di prima accoglienza per i minori stranieri non accompagnati» – La vicenda dei giovani minorenni africani alla Casa di Riposo sta animando il dibattito politico e mediatico della città di Taormina. Una vicenda che ha suscitato sentimenti contrastanti tra le cittadine e i cittadini della Perla dello Jonio. Nel frattempo la consigliera comunale d’opposizione, Alessandra Caltabiano, che insieme alle consigliere d’opposizione Liliana Tona e Graziella Longo da mesi stanno seguendo l’evolversi delle vicende della Casa di Riposo e del trattamento riservato agli anziani, ha presentato un’interrogazione al sindaco Eligio Giardina e all’assessore competente Mario D’Agostino sull’accoglienza nei confronti degli anziani e dei giovani migranti. A tal proposito la Caltabiano ha ricordato che l’associazione Istituto S. Alessio, che gestisce la Casa di Riposo, «non ha alcuna convenzione con il Ministero degli Interni per il servizio di prima accoglienza per i minori stranieri non accompagnati» e «non è titolare della facoltà di utilizzo della struttura denominata Casa di Riposo “Carlo Zuccaro” per fini diversi da quelli previsti dalla specifica convenzione sottoscritta».

L’interrogazione firmata da 8 consiglieri d’opposizione – La Caltabiano, nell’interrogazione firmata anche dai consiglieri Liliana Tona, Graziella Longo, Piero Benigni, Eugenio Raneri, Enza De Luna, Pinuccio Composto, Carmelo Valentino, chiede se sia stata rispettata la convenzione tra il gestore della Casa di Riposo e il comune sulle modalità di ammissione alla struttura: «Si chiede pertanto che venga messo a disposizione dei Consiglieri il documento ufficiale e protocollato con cui l’Amministrazione viene messa al corrente dell’iniziativa da parte dell’associazione Istituto Sant’Alessio». L’esponente dell’opposizione fa riferimento anche alla normativa regionale emessa nel 2014 a firma del presidente della Regione, che «definisce chiaramente l’obbligo di iscrizione all’albo regionale mediante presentazione della carta dei Servizi e del regolamento interno alla struttura che devono essere scritti e tradotti in più lingue, ciò al fine di facilitare la convivenza e la permanenza nella struttura  ai minori ospiti». «L’amministrazione è a conoscenza che l’associazione “Istituto Sant’Alessio” non ha ottemperato a nessuno dei punti?», ha chiesto la Caltabiano.

I migranti e i servizi offerti – In più, prosegue Alessandra Caltabiano, «l’amministrazione ha verificato se la struttura è a norma in base agli specifici parametri imposti dalla normativa nazionale per l’accoglienza dei minori non accompagnati? […]  L’amministrazione ha verificato se l’associazione Istituto Sant’Alessio garantisce gli standard previsti dalla normativa che definisce le modalità di accoglienza, gli standard strutturali e i servizi da erogare, in modo da assicurare un’accoglienza adeguata alla minore età, nel rispetto dei diritti fondamentali del minore. La normativa vigente in materia di tutela e protezione dei minori prescrive precise azioni positive di carattere pedagogico ed educativo». La consigliera comunale ha fatto riferimento anche ad alcune notizie che sono circolate in questi giorni sul presunto disagio da parte dei ragazzi africani alla Casa di Riposo: «Poiché dalle notizie che ci giungono si evince che i giovani già dal primo giorno di soggiorno hanno manifestato situazioni di disagio, di isolamento, di mancanza di canali di collegamento con le proprie famiglie d’origine tanto che si sono già verificati casi di fuga dalla struttura, si chiede di sapere se l’amministrazione ha proceduto alla verifica circa l’osservanza da parte dell’associazione “Istituto Sant’Alessio” dei seguenti servizi previsti dalla normativa regionale e nazionale tesi a favorire momenti di raccordo con la cultura di appartenenza e, ove possibile, con la famiglia d’origine, attraverso l’uso di strumenti informatici, contatti telefonici, rispetto ai quali sarà fondamentale garantire al minore supporto e monitoraggio, innanzitutto con l’ausilio della mediazione interculturale».

«Individuare altre e più idonee strutture da mettere eventualmente a disposizione dei giovani minorenni» – Infine la Caltabiano ha chiesto all’assessore Mario D’Agostino se ha verificato l’idoneità della struttura in modo da tutelare i giovani e ha ricordato che «la struttura non può ospitare più di sessanta ospiti contemporaneamente (la casa di riposo attualmente tra anziani e minorenni supera abbondantemente tale limite). L’ente è chiamato a svolgere un’attività di accoglienza residenziale, ma anche a promuovere tutte quelle iniziative, anche di tipo didattico/formativo che permettano al minore di acquisire informazioni di tipo linguistico, legale amministrativo che possano facilitare il suo inserimento nel territorio italiano. Il trattamento alimentare per i minori dovrà fare riferimento alla tabella dietetica indicata dall’Asp nel rispetto della cultura e della religione del paese straniero di provenienza del minore. Devono inoltre essere rispettate le norme igienico-sanitarie relative a qualità, conservazione e somministrazione di cibi e ingredienti, pulizia e igiene dei locali. La struttura di accoglienza deve essere collocata in centri abitati adeguatamente serviti da mezzi pubblici per non ostacolare la partecipazione alla vita sociale e l’accesso ai servizi del territorio da parte dei beneficiari. Sono previsti specifici standard per l’accoglienza: massimo 4 persone per stanza, servizi igienici adeguati e in numero sufficiente secondo il rapporto di un bagno ogni sei ospiti». Infine la Caltabiano ha chiesto all’assessore D’Agostino «se non ritiene che possano essere individuate altre e più idonee strutture da mettere eventualmente a disposizione dei giovani minorenni non accompagnati e se intende affidarli ad associazioni accreditate secondo quanto previsto dalla normativa regionale e nazione al fine di sottrarre questi ragazzi da soggetti che operano per ragioni meramente speculative  di carattere economico».

Eligio Giardina: «La città non ha strutture idonee per accogliere migranti e defunti, abbiamo già i nostri problemi» – Non si è fatta attendere la replica dell’amministrazione comunale. Il sindaco Eligio Giardina, come ribadito diverse volte, ha detto che i giovani migranti sono stati mandati in città senza nessun preavviso. C’è stato un errore di comunicazione con i titolari della nostra struttura. Pertanto ho inviato una lettera al gestore della Casa di Riposo per capire come ha agito e a breve cercherò di comunicare al Consiglio comunale le mie conclusioni sulla vicenda. Per quanto riguarda l’interrogazione della consigliera comunale Alessandra Caltabiano, dico che la situazione è molto articolata. Voglio precisare che la città non ha strutture idonee per accogliere migranti e defunti, abbiamo già i nostri problemi. Se qualcuno ha fatto una forzatura ci comporteremo di conseguenza». Il vicesindaco e assessore Mario D’Agostino si è detto sorpreso dai contenuti dell’interrogazione della Caltabiano e ha precisato che nell’immediato l’obiettivo era dare la massima assistenza ai ragazzi africani: «L’obiettivo della consigliera Caltabiano è dare una tutela ai ragazzi, oppure sta criticando l’accoglienza? Quando sono andato a verificare le condizioni dei ragazzi, sono andato anche per fugare le perplessità della popolazione. Ho visto dei ragazzi spaventati con pochi vestiti addosso. Esiste un tempo per la massima assistenza e uno per messaggi di natura ben diversa».

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