Frana lungo l'autostrada A18
Frana lungo l'autostrada A18

La lampadina potrebbe rimanere accesa per diversi mesi – Letojanni e la frana che ha invaso una corsia ell’autostrada Messina-Catania. In questi giorni gli addetti ai lavori hanno installato delle reti di contenimento per impedire ulteriori incidenti e disagi e hanno posizionato un allarme con luce rossa che si accenderà nel caso di nuovi rischi. Con la lampadina accesa gli automobilisti dovranno fermarsi e non potranno oltrepassare il tratto interessato dallo smottamento. Si tratta di situazioni tampone, momentanee, per garantire la sicurezza di cittadine e cittadini. Però, considerando le recenti dichiarazioni di assessori regionali e affermazioni di esperti, questo sistema temporaneo installato all’altezza di Letojanni potrebbe rimanere in funzione per diversi mesi. Già, è questa la preoccupazione delle istituzioni locali. Nonostante sopralluoghi continui, l’arrivo di esperti, droni che volano sulla collina franata, lettere alle autorità regionali e nazionali, conferenze stampa con deputati dell’Ars, ciò che conta veramente, ovvero i fondi per realizzare i lavori, ancora non sono arrivati.

Il “buco” nel bilancio siciliano parla chiaro – Il rischio è che passino mesi. Una paura dettata dalle condizioni economico-finanziarie della regione Sicilia e in questi giorni il governatore Rosario Crocetta, alle prese con l’ennesimo rimpasto di giunta, si trova a dover affrontare il solito problema del “buco” nel bilancio della Sicilia. Una vicenda quasi drammatica, perchè la manovra economica e finanziaria 2016 dovrebbe “partire” proprio con una voragine di oltre tre miliardi di euro. Altro che fondi per il dissesto idrogeologico e per i problemi lungo le autostrade siciliane. La regione, a prescindere dall’emergenza, non sembra avere a disposizione i fondi necessari per risolvere l’emergenza di Letojanni. Niente di nuovo sotto il sole, perchè è da mesi, ormai, che si parla delle disastrate casse regionali e dei continui problemi economici dell’isola del Mediterraneo paraganata più di una volta, non a caso, alla Grecia.

Alessandro Costa: «Potremmo usufruire dei fondi regionali, ma per la programmazione i tempi sono lunghi» – Ma la vera tragedia, questa volta, non si svolgerà nel Paese ellenico bensì in Sicilia. Per fortuna la tragedia è stata evitata a Letojanni, quando una parte della collina è venuta giù, ma per evitare rischi e pericoli, oltre a garantire un trasporto efficiente in grado di non penalizzare i pendolari, il commercio e il turismo della zona, servono interventi urgenti. In un contesto del genere si deve capire cosa potrà succedere da qui in avanti. Oggi il sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, effettuerà un sopralluogo in zona con la Protezione Civile e per la giornata di domani il primo cittadino è stato convocato a Palermo dalla Protezione Civile regionale. Si, è proprio la Protezione Civile a giocare un ruolo importante in questa situazione delicata. Constatato che la regione Sicilia non possiede i fondi necessari per intervenire nell’immediato, occorre attendere che la Protezione Civile concluda i propri rilievi per riconoscere lo stato di emergenza e favorire l’intervento del governo nazionale, il quale, solo in un secondo momento, potrà concedere dei fondi per intervenire al più presto. Al momento è questa l’unica soluzione. «Potremmo usufruire dei fondi regionali, ma per la programmazione i tempi sono lunghi. Nell’immediato serve mettere in sicurezza il costone roccioso e il depuratore del comprensorio», ha dichiarato il sindaco di Letojanni Alessandro Costa.

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