Acqua torbida che sgorga dai rubinetti della frazione di Trappitello
Acqua torbida che sgorga dai rubinetti della frazione di Trappitello

L’acqua pulita rischia di diventare un miraggio – Nella frazione di Trappitello i cittadini non sono con l’acqua alla gola, ma neanche la intravedono. Già, perché l’acqua pulita rischia di diventare un miraggio da quelle parti tra colori torbidi e marroni e l’assenza di acqua che, come successo anche negli ultimi giorni, è stata tolta provocando dei disagi alla cittadinanza. In altre circostanze si potrebbe dire che la misura è colma, ma non è così. L’unica cosa che è colma è la pazienza delle persone, che ormai sono costrette a fronteggiare un problema del genere da diversi anni e dopo ogni pioggia, a prescindere dalle cosiddette allerte meteo. Una problematica che l’attuale amministrazione si è impegnata a risolvere una volta per tutte e sono in corso dei lavori. Operazioni che, a causa dei fallimenti nel recente passato, lasciano perplessi i cittadini e fanno aumentare i dubbi sulla relazione tra i lavori nel campo da golf e il colore poco chiaro dell’acqua che sgorga dai rubinetti di Trappitello.

Quella zona che non è stata mostrata al professore Ortolani – Dire che c’è qualcosa che non va è solo uno dei tanti eufemismi dell’ultimo periodo. Così, come annunciato nella giornata di venerdì, domani i cittadini della zona hanno chiesto un incontro con le istituzioni e i Dirigenti area lavori pubblici e servizi manutentivi, oltre tutti i consiglieri comunali e gli organi direttivi dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara. La richiesta, dopo il tira e molla di questi anni, è una sola: fare chiarezza. La zona di Trappitello e il problema legato ai pozzi del territorio non sono stati fatti visionare al professore Franco Ortolani, quando ha realizzato un sopralluogo a Taormina per capire in che situazione di criticità si trova la zona. L’ordinario di Geologia e direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli, che in questi anni sta lottando per la difesa della natura e del territorio, oltre a interessarsi di tematiche inerenti il dissesto idrogeologico, ha portato avanti una battaglia interessante.

Ortolani e l’istituzione dei Santuari dell’Acqua Potabile – Il riferimento è all’istituzione dei Santuari dell’Acqua Potabile. «Nei Santuari dell’Acqua Potabile, scriveva Franco Ortolani qualche mese fa, non si possono eseguire trivellazioni petrolifere. […] In Italia abbiamo, grazie all’evoluzione geologica, rilievi collinari e montuosi e pianure alluvionali che rappresentano acquiferi naturali che ospitano falde di acqua potabile che alimentano sorgenti di notevole portata e di importanza strategica per l’assetto socio-economico locale e nazionale. Questi acquiferi costituiscono dei veri e propri monumenti della natura. Un’area nella quale vanno espletati interventi tesi ad eliminare le attuali scarse fonti inquinanti e dove deve essere vietato qualsiasi intervento che possa arrecare inquinamento». Questo ragionamento, secondo il professore Ortolani, «dovrebbe essere esteso a tutti gli altri acquiferi di importanza idrogeologica e socio-economica strategica esistenti sul territorio nazionale». È in un contesto del genere che si può parlare di Taormina e in particolar modo di Trappitello, dove l’acqua al momento non è ritenuta potabile e molti cittadini sono costretti a comprarla anche per lavarsi. È la cattiva gestione dell’acqua piovana del territorio il problema. Un qualcosa che a Trappitello, purtroppo, conoscono molto bene.

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