Lettere al direttore

Caro direttore,
non finiranno mai di sorprenderci i politicanti Taorminesi! In un battibaleno si cambia casacca, in men che non si dica si invoca l’unità. Non ci si vuole rendere conto che la partita è chiusa e la si poteva giocare diversamente, qui si con l’apporto di tutto il Consiglio comunale e magari con un qualche aiuto “esterno”! Con protervia e supponenza, invece, si è andati avanti a colpi di maggioranza,senza tener conto dei rilievi, più volte, avanzati dalla Corte dei Conti e ignorare la relazione del Ministero dell’Interno. I soloni pensavano che fosse sufficiente spingere la pressione fiscale al massimo, scrivere due numeri, senza supporto alcuno, tirare le somme et voilà il gioco è fatto! La dettagliata, puntigliosa sentenza della Corte dei Conti, che ha esaminato tutti i punti che il piano di rientro prospettava, non trovandone uno, dico uno, che avesse rispettato quell’impegno assunto con il piano di rientro.

Carissimo e volenteroso Presidente, la sua richiesta avrebbe avuto un senso, se Lei responsabilmente, e la sua amministrazione umilmente, l’avessero chiesto subito dopo la nota del dottor Lo Verde (Ministero dell’Interno) si poteva allora tentare qualcosa, nonostante i danni già commessi. Oggi appare tardiva e strumentale e richiama alla mente quel detto catanese, “rubaru a S.Agata e ora ci fannu i potti i ferru”. Con dignità e umiltà ci si presenti davanti alla cittadinanza, e con il capo cosparso di cenere si chieda scusa alla maniera dei giapponesi, senza Karakiri. Le scuse sono sufficienti e dopo bisognerà dichiarare il dissesto! In quanto ai costi, considerato che li avete, ormai, tutti spinti oltre il limite massimo consentito, non peserà di più di quanto oggi costa ai cittadini, inoltre la dichiarazione di dissesto blocca tutte le altre possibili iniziative miranti a chiedere “soldi” e congela le procedure in atto Se veramente, come dite, amate questa città, la scelta è questa! Un salutare azzeramento, con il decadere di tutte le consulenze, designazioni e o incarichi, a volte dati solo per soddisfare una parte “politica”, sono solo un onore per la collettività.

Pippo Manuli, già assessore del comune di Taormina

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