Vaccino

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La vaccinazione è il modo più sicuro e più efficace per ottenere la protezione da alcune gravi malattie. Dopo la vaccinazione si avrà una probabilità minore di prendere una malattia se ci sono dei casi nella comunità. I benefici di una protezione contro queste malattie superano di molto i rischi della vaccinazione. Se un numero sufficiente di persone di una comunità sono vaccinate, l’infezione non può diffondersi a lungo da persona a persona e la malattia può scomparire del tutto. In questo modo il vaiolo è stato eliminato da tutto il mondo, la polio è stata cancellata dalla maggior parte dei Paesi e in alcuni sono già scomparsi del tutto morbillo, parotite e rosolia.

La vaccinazione è la strategia di prevenzione più economica, efficace e socialmente utile. È un’arma potente che ha consentito di debellare alcune malattie, permettendo all’individuo di proteggersi attivamente contro un determinato germe, senza contrarre la malattia. I vaccini rappresentano uno straordinario successo della medicina. Il principio su cui si basano i vaccini è semplice: attraverso la somministrazione di componenti caratteristiche di agenti patogeni resi precedentemente innocui, si addestra il sistema immunitario umano a riconoscerli e combatterli efficacemente. Quando la vaccinazione viene effettuata su una fetta ampia della popolazione, questo effetto protettivo si moltiplica. Per questa ragione le vaccinazioni sono realmente efficaci nel contrastare una malattia soltanto se un’alta percentuale della popolazione vi ricorre.

L’immunizzazione attiva, o vaccinazione, prevede la somministrazione di un antigene in forma di organismo completo, ucciso, o inattivato (vitale) o di una proteina o peptide costituente specifico dell’organismo. Sono spesso necessarie delle dosi di richiamo, specialmente quando organismi uccisi (inattivati) sono usati come immunogeni. La vaccinazione negli Stati Uniti ha nettamente ridotto o praticamente eliminato una varietà di infezioni gravi, tra cui poliomielite, vaiolo, difterite, morbillo, parotite, pertosse, rosolia, tetano, infezione da Haemophilus influenzae di tipo b e da pneumococco. Sebbene molti vaccini siano stati indirizzati contro le patologie infettive, è probabile che diverrà presto disponibile una nuova generazione di vaccini indirizzati verso specifici tumori o patologie autoimmuni. Numerosi studi hanno rivelato l’efficacia dei vaccini a DNA in modelli di patologie infettive e cancro.

In Italia i bambini possono essere vaccinati a partire dai 60 giorni di vita. Le somministrazioni vengono divise in più dosi da rilasciare di solito dopo 3, 5, 11 mesi di vita. Sono obbligatorie, per tutti i nuovi nati, le seguenti vaccinazioni: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatite virale B.Per i nuovi nati sono raccomandate le vaccinazioni: contro il morbillo, contro la parotite, contro la rosolia e contro le forme invasive di Haemophilus influenzae b (Hib). Gli effetti collaterali sono abbastanza leggeri e possono durare uno o due giorni senza conseguenze. I più ricorrenti sono leggera febbre, torpore e gonfiore nel punto dell’iniezione.

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