Bidoncini per la raccolta differenziata
Bidoncini per la raccolta differenziata

Sacchetti esauriti, la gente li compra di tasca propria – La raccolta differenziata nel centro storico di Taormina rischia di rallentare e quindi potrebbe bloccarsi la sua futura attuazione nelle altre frazioni della città. Alcuni cittadini e commercianti, infatti, si lamentano per il ritardo con cui viene ritirata l’immondizia e poi, da qualche giorno a questa parte, è emerso il problema dei sacchetti della differenziata. Diversi cittadini e commercianti li hanno esauriti e a quanto pare il comune, al momento, non garantirà una nuova fornitura. Quindi la conseguenza è che molte persone stanno provvedendo da sole a procurarsi i sacchetti. Pagano di tasca loro e la raccolta differenziata a Taormina mostra una crepa non indifferente. Un intoppo che si aggiunge al difficile rapporto del comune con Messinambiente. Più volte il consigliere comunale Antonio Lo Monaco, con delega all’Ecologia, ha parlato del piano rifiuti Aro, che negli ultimi mesi aveva ricevuto l’ok da parte del dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti.

Nuova tegola su Messinambiente, ecco un pignoramento da 29 milioni di euro – L’obiettivo è la gestione in house dei rifiuti e le prossime tappe per raggiungere questo traguardo sono un’approvazione del Piano in Consiglio comunale e bandire la gara entro il 31 dicembre 2015, data in cui si concluderà, tra l’altro, l’esperienza di Messinambiente. È chiaro che ci si trova in un momento di passaggio, transitorio dove non ci sono certezze sul raggiungimento degli obiettivi. Il rischio, dunque, è compromettere ancora di più la raccolta differenziata avviata nel centro storico di Taormina. Le prime crepe sono evidenti e nelle prossime settimane potrebbero emergere ancora di più. Già, perché Messinambiente è arrivata ormai al capolinea e le conseguenze potrebbero riversarsi anche sul piccolo azionista, ovvero il comune di Taormina. L’azienda ha ricevuto nelle ultime ore una cartella esattoriale milionaria. È un pignoramento di oltre 29 milioni di euro da parte dell’Agenzia delle Entrate, che ha preso di mira i conti bancari di Messinambiente per vecchi debiti maturati con lo Stato. Un’ulteriore tegola sull’azienda in liquidazione, un nuovo guaio per l’azionista di maggioranza, il comune di Messina, e quello di minoranza, il comune di Taormina.

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