Taormina e quelle rocce che incombono sull’imbocco della galleria A18
Rocce che incombono sull’imbocco della galleria A18

Franco Ortolani: «Bisogna tenere presente che siamo in un periodo di cambiamento climatico» – Il dissesto idrogeologico sembra un problema che coinvolge buona parte dell’Italia. Quella che nel gergo comune vengono chiamate “bombe d’acqua”, infatti, hanno provocato seri danni nel beneventano e in una parte del Molise. Una situazione che il professore Franco Ortolani, ordinario di Geologia e direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli, ha vissuto da vicino. «Numerosi cittadini mi chiedono se sia normale che si verifichino questi nubifragi come quello che ha interessato e sta ancora inondando il Sannio. Bisogna tenere presente che siamo in un periodo di cambiamento climatico. Già, ma quando lo capiranno gli amministratori? È più facile pensare alle royalty del petrolio estratto anche sui “santuari” dell’acqua potabile come vorrebbero fare nei Monti della Maddalena tra Vallo di Diano e val d’Agri, nei monti tra Basilicata e valle del Sele, ai margini dei Monti Picentini!», afferma il docente universitario.

«E’ finita l’era della “non prevenzione” per intervenire a disastro avvenuto in somma urgenza»Siamo in un’epoca di mezzo e «le regole idrologiche, idrauliche ed idrogeologiche sono in via di “assestamento” in tempo reale. È da oltre 20 anni che lo stiamo dicendo: nuove difese occorrono per salvare, almeno, i cittadini. Nuove attenzioni all’assetto idrogeologico sono indispensabili! E’ finita l’era della “non prevenzione” per intervenire a disastro avvenuto in somma urgenza, spendendo grandi somme di denaro pubblico senza andare troppo per il sottile, ma sempre senza fare gli interessi dei cittadini». Il professore non le manda a dire e non potrebbe essere altrimenti per uno come lui che visita il territorio italiano in continuazione. Qualche giorno fa, a tal proposito, era stato proprio a Taormina per effettuare un sopralluogo in una zona che si è riscoperta fragile e precaria. E a proposito di fragilità, alle Isole Eolie e per essere precisi a Lipari, qualche giorno fa si è verificata una frana. In sostanza una grossa porzione di roccia si è staccata dalla montagna che sovrasta la strada principale dell’isola, che collega Lipari a Canneto, a ridosso di una galleria.

«I dissesti che si sono intensificati dall’ottobre 2009 su questo tratto di autostrada sollecitano una attenta revisione della stabilità dei numerosi imbocchi di gallerie» – Un avvenimento che ha spinto il professore Franco Ortolani a riflettere su quello che ha visto a Taormina. «È un’occasione per sottolineare che percorrendo l’autostrada Catania-Messina si possono riscontrare diversi imbocchi di gallerie la cui sicurezza andrebbe migliorata. Come esempio per il comprensorio, si può prendere in considerazione un imbocco nei pressi di Taormina dove le rocce a franapoggio e fratturate incombono sull’imbocco della galleria non sufficientemente protetto». Franco Ortolani, come ha detto durante il sopralluogo effettuato in città, ha ribadito come «i dissesti che si sono intensificati dall’ottobre 2009 su questo tratto di autostrada sollecitano una attenta revisione della stabilità dei numerosi imbocchi di gallerie».

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