Adesso oltre ai disagi sulle autostrade siciliane arriva la cassa integrazione per i lavoratori dell'indotto
Adesso oltre ai disagi sulle autostrade siciliane arriva la cassa integrazione per i lavoratori dell'indotto

A ciascuno il suo basilisco – Il Consorzio per le Autostrade Siciliane come il basilisco. Nella mitologia, questa figura, era un serpente velocissimo e in grado di uccidere con il solo sguardo che pietrifica. Ecco, il Cas ormai rischia di svolgere questo antipatico ruolo. Ogni cosa che “tocca” o su cui poggia lo sguardo, infatti, va incontro a un esito nefasto. Già, il pensiero è allo status delle autostrade siciliane che hanno diviso l’isola in più parti e hanno mostrato i limiti delle infrastrutture siciliane. Poi ci sono ombre e scandali che in questi periodi hanno circondato il basilisco nostrano e hanno fatto crescere le ombre in cui vive. Non è da sottovalutare la forza del basilisco e non basterebbe un Raffaele Cantone per poterlo sconfiggere una volta per tutte. Del resto mettere a rischio il completamento della preziosa arteria autostradale Siracusa-Gela e causare una consistente perdita di posti di lavoro, in questo delicato momento storico per la Sicilia, non è da tutti.

Quale altra eccellenza italiana dovrebbe sostituire la Technital? – È sufficiente guardare negli occhi il Cas per rimanere pietrificati. Alla Technital Spa ne sanno qualcosa. Sono rimasti di stucco, in effetti, quando il 14 luglio il Consorzio aveva invitato la società a concludere ogni attività e a effettuare la consegna della direzione lavori entro 30 giorni. Un atteggiamento frettoloso che ha fatto sorgere più di un dubbio, soprattutto se si tiene conto del considerevole curriculum che può vantare la seconda società italiana di ingegneria. Perché, dunque, privarsene a tutti i costi, e con una scadenza improvvisa? Quale altra eccellenza italiana dovrebbe sostituirla? La risposta, dopo mesi di tira e molla e misteri su chi abbia “consigliato” al Cas questa strategia, l’hanno data i nuovi direttori dei lavori indicati proprio dal Consorzio: gli ingegneri Alfonso Schepisi, Antonino Piccione, Gaspare Sceusa, Angelo Puccia. Nominativi che dovrebbero implicare, da parte del Cas, delle responsabilità ben precise: lo svolgimento dei servizi di ingegneria per completare i progetti dell’autostrada Siracusa-Gela, per eseguire le dovute verifiche, per adeguare i progetti alle nuove esigenze e per assistere la direzione dei lavori. Inoltre sul Cas graverà l’impegno di farsi carico di svolgere la direzione dei lavori dei contratti di costruzione in esecuzione.

Perché queste contestazioni vengono a galla soltanto adesso e non prima dell’appalto che ha portato l’avanzamento dei lavori per l’autostrada Siracusa-Gela fino a Modica? – Un passaggio che non ha tenuto conto del debito maturato dal Cas nei confronti della società di progettazione e direzione lavori Technital, la quale ha chiamato in causa l’Autorità giudiziaria competente, ovvero il Tribunale di Roma. Nella prima udienza il Cas aveva contestato lo svolgimento delle attività giudiziarie presso il Tribunale di Roma e aveva chiesto di spostarle al Tribunale di Messina. Un’indicazione che, al momento, non è stata accolta da parte del giudice. Sta di fatto che rimane in piedi il problema della consegna della direzione lavori. Un passaggio che il Cas vuole risolvere nel più breve tempo possibile e adesso, per provare a fare pressione anche sui direttori dei lavori della Technital, sostiene, per la prima volta, che i direttori dei lavori svolgono funzioni da pubblici ufficiali e parla di comportamento antigiuridico in riferimento al rifiuto di realizzare nei tempi prestabiliti il passaggio di consegne. Ma a chi dovrebbero essere consegnati questi lavori? Perché il Consorzio dovrebbe proseguire nella realizzazione di un progetto non a sua firma e ancora non saldato? Perché queste contestazioni vengono a galla soltanto adesso e non prima dell’appalto che ha portato l’avanzamento dei lavori per l’autostrada Siracusa-Gela fino a Modica? Intanto il trasferimento della direzione dei lavori avverrà il 21 ottobre, ovvero domani, presso la sede di Rosolini del Consorzio. L’intenzione della Technital, a quanto pare, è presentarsi a questo passaggio di consegne. Ma quello che accadrà da mercoledì in avanti potrebbe essere rappresentato con un bel punto interrogativo. Questa vicenda è come le autostrade siciliane: imprevedibile e piena di buche, perché le vie legali sono già state avviate e i contenziosi fioccheranno come le interruzioni lungo i tratti autostradali siciliani. È sin troppo facile capire chi, adesso, pagherà le conseguenze di questo braccio di ferro intavolato in piena estate dal Cas.

Cassa integrazione per 40 dipendenti, ovvero 40 famiglie – I lavoratori saranno le prime vittime del basilisco. I loro contratti verranno pietrificati e questo vorrà dire cassa integrazione per 40 dipendenti, ovvero 40 famiglie. In un contesto del genere, sia a livello nazionale che soprattutto in ambito internazionale caratterizzato da una seria instabilità geopolitica (come nella zona mediorientale), la ricollocazione per la maggior parte dei lavoratori sarà complicata. Eppure si è voluto forzare la mano. Si è voluto mettere a tutti i costi alla porta la Technital. Non importa se chi subentrerà non avrà le stesse competenze e gli stessi numeri. A tal proposito, occorre ricordare che la Technital, nelle sedi tra Patti e Rosolini, impiega ben 15 dipendenti, quindi 15 famiglie siciliane. Si può dire lo stesso di chi subentrerà, oppure pensano di sostituirli con stagisti?

Anteprima stage CasInutile l’inganno mediatico orchestrato dal Cas degli stage formativi per laureati della Sicilia – È paradossale che da una parte si causino i licenziamenti e dall’altra vengano avviati stage formativi, e quindi gratuiti, per i neo laureati delle Università siciliane. E dove verranno impiegati? A fare le foto sotto la frana della A18 all’altezza di Letojanni o a sgomberare le autostrade dalle frane? Al di là delle battute, nella situazione in cui si trova la regione Sicilia, non si può barattare un posto di lavoro per uno stage formativo. Dunque resta da capire dove verranno “pescate” le nuove professionalità e sarebbe paradossale se il Cas cercasse di fare una campagna acquisti tra i dipendenti stessi della Technital, come già fatto in passato. Aspetto da fantacalcio da non sottovalutare, stando alle recenti indiscrezioni. Ma se non potranno fare contratti privati, essendo un ente pubblico, faranno un concorso? In questo caso ci vorrebbe almeno un anno di tempo per concludere l’iter. I mesi esatti che servono alle infrastrutture siciliane per cadere definitivamente a pezzi. Un azzardo, a meno che il basilisco dell’epoca contemporanea non stia giocando una partita a poker e per azzardare la sua mossa, probabilmente, esiste un motivo ben preciso.

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