Dettaglio di un livello fossilifero con numerose conchiglie di Arctica islandica, un mollusco bivalve di significato freddo, oggi estinto in Mediterraneo e attualmente vivente nelle acque del nord Atlantico
Dettaglio di un livello fossilifero con numerose conchiglie di Arctica islandica, un mollusco bivalve di significato freddo, oggi estinto in Mediterraneo e attualmente vivente nelle acque del nord Atlantico

Parte oggi la terza edizione della Settimana dedicata al Pianeta Terra (www.settimanaterra.org). Si tratta di 237 geoeventi sparsi in circa 180 località lungo tutto lo stivale, tra cui escursioni, visite guidate, porte aperte ai musei e nei centri di ricerca, laboratori didattici e sperimentali per bambini e ragazzi, convegni, workshop, tavole rotonde e tanto altro. Ventidue gli appuntamenti in programma in Sicilia dal 18 al 25 ottobre. Ne parliamo con la professoressa Rossana Sanfilippo, Docente di Paleontologia presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, sede del Museo di Scienze della Terra.

Professoressa Sanfilippo qual è il tema centrale di questa terza edizione ?
La manifestazione è dedicata ai temi della conoscenza del nostro patrimonio naturalistico e della sua tutela, attraverso eventi di divulgazione scientifica finalizzati all’acquisizione della cultura attorno al nostro patrimonio. L’obiettivo è diffondere nuove e stimolanti informazioni, nonchè sensibilizzare sugli aspetti di salvaguardia del nostro territorio e avvicinare alle geoscienze l’opinione pubblica. I Geoeventi previsti, a partire da oggi, nella Settimana del Pianeta Terra, saranno molto diversi tra loro e cercheranno di accogliere pubblici diversi, portandoli in escursione o a visitare musei o centri di ricerca, ai quali si vorrà trasmettere il rispetto per l’ambiente, la cura per il nostro territorio, la cultura geologica.

Quali saranno gli eventi principali che vedranno coinvolto il Museo di Scienze della Terra?
La collega Professoressa Antonietta Rosso, ordinario di Paleontologia del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali, è la promotrice insieme a me e al Professore Rosolino Cirrincione di un evento di interesse paleontologico e naturalistico, il geoevento “Bio e Geodiversità della Sicilia: un viaggio attraverso le collezioni del Museo di Scienze della Terra”, che si terrà dal 19 al 23 ottobre presso il Museo di Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania. Si tratta di una mostra aperta al pubblico, visitabile gratuitamente, che illustrerà la grande diversità geologica e bio-paleontologica espressa dalla Sicilia, usando reperti provenienti in larga parte proprio dal suo territorio. L’obiettivo è accompagnare i visitatori alla scoperta delle principali tappe della storia geologica siciliana e della diversificazione di morfologie e adattamenti degli organismi sia nel contesto attuale sia nel passato geologico attraverso i grandi processi di estinzioni e successive radiazioni. Attraverso questo percorso si vuole comunicare il valore della diversità e la necessità della sua salvaguardia.

In che modo avete cercato di avvicinare grandi e piccoli alla geoscienza ?
Nella visita presso il Museo di Scienze della Terra abbiamo previsto un percorso guidato, in cui il pubblico potrà interagire con i ricercatori che illustreranno e risponderanno alle curiosità dei visitatori. Sono anche previste attività laboratoriali per bambini e ragazzi. Questo evento, così come l’escursione A caccia di fossili, prevista per oggi nell’area del Torrente San Marcellino (Augusta), hanno l’obiettivo di suscitare interesse verso le geoscienze e trasmettere entusiasmo per la ricerca e la scoperta scientifica.

Può dirci qualcosa in più in merito a quest’escursione ?
A caccia di fossili rappresenta un’affascinante occasione, per i ragazzi e le loro famiglie, per rivivere momenti dell’uomo preistorico e scoprire cosa c’era in Sicilia al posto dell’Etna. Grazie alla collaborazione dell’associazione Etnatura si andrà nell’area del Torrente San Marcellino, nei pressi di Megara (Augusta, SR), dove all’interno di piccole trincee e canali artificiali si esplorerà tra le argille sabbiose fossilifere del Pleistocene inferiore. Le pareti degli scavi vengono periodicamente erose dall’acqua, portando alla luce strati ricchi di nuovi fossili. Sullo sfondo è visibile il cono dell’Etna, che svetta maestoso. A chi chiederà come è nata l’Etna verrà spiegato che a Muntagna (che i catanesi chiamano sempre al femminile!), come Venere è nata dalle acque, quelle di un antico mare appunto, testimoniato oggi da conchiglie fossili molto abbondanti in tutta l’area dell’escursione.

© Riproduzione Riservata

Commenti