Antonio Belcuore nel Cda della Fondazione Carnevale di Acireale
Antonio Belcuore nel Cda della Fondazione Carnevale di Acireale

«Il prossimo Carnevale riserverà alcune novità» – La scorsa settimana il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha annunciato l’ingresso di Antonio Belcuore nel Cda della Fondazione Carnevale di Acireale. Dal 1994 al 2013 è stato direttore dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Taormina e oggi dirige il Centro per l’Impiego di Acireale. Belcuore, insieme agli altri componenti della Fondazione, come il presidente Antonio Coniglio e Diana Merlino, Anna Romeo, Santi Coco e il direttore artistico Giulio Vasta, proverà a dare un’impronta internazionale a un Carnevale molto conosciuto nel territorio e in Sicilia in generale, ma poco considerato nel mondo. L’idea è fare diventare la Fondazione il motore dell’economica cittadina, dal punto di vista degli eventi. Soprattutto tenendo in considerazione che Acireale si identifica con questa manifestazione. In vista del Carnevale 2016 la Fondazione è già al lavoro e il neo componente del Cda, Antonio Belcuore, afferma che «il prossimo Carnevale riserverà alcune novità».

«È un bellissimo carnevale per gli acesi, ma non è un prodotto» – Quello del 2016, dichiara Belcuore, «sarà un Carnevale di reset perché se non si assume un atteggiamento del genere, nella pubblica amministrazione è difficile andare avanti». Antonio Belcuore ricorda il senso storico e tradizionale del Carnevale di Acireale, ma nello stesso tempo è consapevole che occorre andare avanti. «È un bellissimo carnevale per gli acesi, ma non è un prodotto». Un bel problema in un momento storico in cui tutti i comuni hanno difficoltà a far quadrare i loro conti e Acireale non fa eccezione. Vale la pena ricordare, infatti, che il Carnevale di Acireale costa un milione di euro alla cittadina. Quindi serve incassare, occorre che il Carnevale si apra al resto del mondo e si trasformi in un prodotto pur mantenendo la sua tipicità che lo ha reso noto in tutto il territorio siciliano. «L’idea è di farlo diventare un prodotto turistico», evidenzia Antonio Belcuore.

«L’unico Carnevale d’Italia che ha turisti residenti è quello di Venezia» – Il nuovo componente del Consiglio di amministrazione ammette che si tratta di «un bellissimo prodotto artistico, ma rimane nell’ambito della regione Sicilia». Dal punto di vista di Antonio Belcuore serve andare al di là di quello che siamo abituati a vedere ogni anno. Per un motivo del genere Belcuore propone di utilizzare la maestria degli artigiani. «Si potrebbe far diventare un mestiere quello della cartapesta. È questo il modo per creare un prodotto e attirare un mercato estero». Antonio Belcuore, dopo il recente incarico, ha deciso di analizzare gli altri carnevali in giro per l’Italia: «L’unico Carnevale d’Italia che ha turisti residenti è quello di Venezia. Gli altri, Viareggio, Cento, Putignano, sono carnevali non residenziali. Questo vuol dire che non c’è un movimento turistico legato a quel Carnevale. Ecco la sfida che dobbiamo affrontare, ma nelle condizioni attuali, senza avere un prodotto, sarà impossibile vincerla». La tradizione, per invertire la tendenza, potrebbe affiancarsi all’internazionalità e attirare viaggiatori da diverse parti del mondo. Un esempio? «Un carro disegnato da un grande designer e realizzato dalla bravura degli artigiani acesi», dice Antonio Belcuore.

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