Lettere al direttore

Caro direttore,
ho letto l’intervista a Ninni Panzera e il tuo articolo su Taormina Arte, condivisibile in toto. A tal proposito prendo di nuovo in considerazione la nota da me inviata nel maggio scorso agli amministratori, con cui si indicava un preciso percorso, irto di difficoltà, ma sempre meglio dell’immobilismo supino fin oggi imperante. In quella breve sintesi sono stati toccati i punti salienti che anche Ninni Panzera finalmente ha denunciato, come lo smodato inaccettabile utilizzo del sito archeologico. Caro direttore se Taormina avesse una classe dirigente degna del suo nome, Taormina Arte sarebbe già rinata come l’araba fenice, anche se in piccolo ma con grandi possibilità di sviluppo e mi consenta non avrebbe fatto la misera figura “conquistata” con la vicenda Domus san Pancrazio.

Ma questo passa il convento. La speranza sta in un momento di responsabilità verso la città e si passi subito all’azione, si prenda l’iniziativa non si stia a ruota di chi ché sia. Taormina non ha bisogno della provincia o Città metropolitana. Si chiuda, velocemente, la stagione Taormina Arte e si apra Tao-Arte 365. Rifondare su basi nuove un’esperienza che ha avuto le sue positività. Serve lasciare il costosissimo Cinema e puntare sugli altri settori che hanno, ancora, grandi margini di sviluppo: Teatro, Musica arti visive. Infine serve dare a Taormina il ruolo che gli spetta di diritto Basta essere vassalli, non ne abbiamo avuto nulla.

Grazie per l’ospitalità, Pippo Manuli

© Riproduzione Riservata

Commenti