L’onda lunga della mafia catanese – Per comprensorio di Taormina, da queste parti, si intende oltre la Perla dello Jonio anche Giardini Naxos, Letojanni e il caratteristico paese di Castelmola. Si tratta di uno dei luoghi più attraenti della Sicilia e del Mediterraneo. Qui, storia, tradizione e natura si fondono dando vita al concetto di bellezza. Migliaia di turisti, ogni anno, giungono in questa terra per visitarla e immergersi nella sicilianità. Una zona turistica tra le più ambite e quindi è chiaro che gli interessi economici sono forti. Non è un caso, per esempio, che i Casalesi abbiano fatto affari nei pressi dell’Isola Bella e l’attuale collaboratore di giustizia, Eugenio Sturiale, prima molto legato al clan mafioso dei Santapaola, amava frequentare Taormina e in città trascorse le sue vacanze con Enzo Santapaola, il nipote del boss Nitto. Dopotutto, tra un aperitivo e un altro, è difficile credere che la mafia arrivi a Taormina e nel suo comprensorio solo per prendersi il sole o qualche serata danzante. E infatti, come aveva rivelato la rivista Limes, la zona tra Taormina e Calatabiano è una delle macro-aree catanesi di Cosa Nostra. E l’egemonia sarebbe esercitata dal clan Pillera-Puntina-Di Mauro affiliato alla famiglia Cappello-Bonaccorsi.

Da Concetto Bucceri a Giuseppe Ruggeri, il taorminese che venne condannato per associazione mafiosa – Al di là di simili familismi, come rivelato in questi ultimi mesi dalle operazioni della Direzione Investigativa antimafia di Messina, coordinata dal Centro operativo di Catania, il controllo del territorio non è gestito solo dal clan Pillera-Puntina-Di Mauro, ma ci sono anche i Santapaola. Era il 7 luglio 2015 quando venivano sequestrati beni per un valore complessivo di tre milioni e mezzo di euro a Concetto Buccerri, 67 anni di Letojanni, appartenente alla cosca dei Picanello, legata a sua volta ai Santapaola. E a Bucceri è stata ricondotta la Sud Service Srl con sede legale a Letojanni e fondata nel 2008. L’impresa di costruzioni, movimento terra, infrastrutture e urbanistica ha la sede amministrativa a Giardini Naxos. Una società intestata al figlio 25enne di Bucceri, Marco e a Salvatore Ruggeri, fratello di Giuseppe Ruggeri, cittadino di Taormina classe ’65, arrestato per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Gotha. A quanto pare Concetto Bucceri, condannato per associazione mafiosa, era molto legato a Giuseppe Ruggeri. Un rapporto messo in luce dal collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano.

Vecchi e nuovi interessi sul territorio – Poi, il 12 ottobre, è arrivato un altro sequestro di circa 800 mila euro a carico di Concetto Bucceri, conosciuto anche come “Cricchiolo”. Colpita sempre la Sud Service Srl e qualche altro possedimento a Gallodoro. Questa volta era riuscito ad ottenere la disponibilità di beni immobili, alcuni dei quali formalmente intestati a soggetti terzi. Concetto Bucceri, legato ai Santapaola, era noto sul territorio anche per l’operazione “Free Bank” che nel 2001 portò all’arresto di 9 persone. Al centro dell’indagine c’era l’infiltrazione della mafia catanese nel tessuto economico della zona jonica e in particolare di Taormina. Così finirono in manette per associazione mafiosa Paolo Brunetto, boss di Fiumefreddo e delegato dal clan Santapaola per le attività illecite nel messinese, Concetto Bucceri, Carmelo D’Arrò e Giuseppe Ruggeri di Taormina.

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