«Un territorio non molto diverso dalle altre realtà della provincia di Messina» – Nel sopralluogo sul territorio di Taormina realizzato nella giornata di ieri, era presente anche l’architetto Salvatore Mondello. Lo studioso, insieme al professore Franco Ortolani, ha visto con i propri occhi le criticità della Villa comunale, della funivia di Mazzarò, di Madonna delle Grazie e della zona in cui si trova la piscina. Dopo quello che è accaduto nella fascia tirrenica e quello che è successo nel litorale jonico, l’architetto Mondello ha avuto l’impressione di un territorio non molto diverso dal resto della provincia di Messina: «L’impressione è quella di un territorio non molto dissimile dalle altre realtà della provincia di Messina. È caratterizzato da una serie di problematiche legate al dissesto idrogeologico e a problemi antropici, ovvero una mancata manutenzione continua del territorio da parte delle amministrazioni e del singolo cittadino».

«Alla Villa comunale occorre intervenire in tempi brevi» – Il sopralluogo alla Villa comunale, che è balzata alle cronache nazionali dopo il crollo di una parte consistente del muretto, ha permesso all’architetto Salvatore Mondello di affermare che ci si trova in una situazione «non gravissima, non c’è una situazione di gravità eccezionale. Però occorre intervenire in tempi brevi tramite manutenzione ordinaria relativamente alla pulizia della rete di smaltimento delle acque bianche e serve una revisione del collettore fognario. Inoltre si deve intervenire per il ripristino del muro crollato e se è possibile verificare lo stato delle restanti opere di contenimento». La mole di lavoro da fare, come si era detto in questi giorni, sarà cospicua. Bisognerà capire, però, quale sarà il costo di queste operazioni e soprattutto in che modo l’amministrazione comunale pensa di reperire i fondi.

«Andrebbero verificati tutti gli atti progettuali a monte delle opere realizzate» – Staremo a vedere. Nel frattempo l’architetto Mondello, insieme agli altri esperti, ha visitato anche la zona di Mazzarò in cui si trova la funivia e ha potuto constatare la gravità del contesto, sotto tutti i punti di vista. «A Mazzarò la situazione è complessa. Da quello che abbiamo visionato andrebbero verificati tutti gli atti progettuali a monte delle opere realizzate. A quanto pare vi è una scarsa regimentazione delle acque e una riduzione notevole dello sbocco a mare. Occorre capire come sono state fatte alcune opere». Già, sarebbe curioso comprendere in che modo sono state realizzare diverse opere in quella zona. Chi ha concesso i permessi? Come mai il letto del torrente è stato coperto? E inoltre non si deve dimenticare l’acqua che arriva dai monti, giunge a valle, e proviene dalla zona in cui si trova la piscina. In sostanza la funivia di Mazzarò è una bomba ad orologeria.

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