Teatro Antico di Taormina
Teatro Antico di Taormina

Strumentalizzare Taormina Arte – Taormina Arte rischia di diventare l’ennesima incompiuta. Un palazzo in cui sono state costruite le fondamenta, ma manca tutto il resto. Il Comitato, infatti, in questi anni ha percorso la sua strada nonostante tutto e tutti. E’ balzato alle cronache nazionali grazie a degli spettacoli che diverse generazioni di taorminesi (e non solo) ricorderanno nelle loro vite. Nell’ultimo periodo, invece, come ha detto il segretario generale di Taormina Arte, Ninni Panzera, “l’offerta del Teatro antico è stata messa a dura prova da spettacoli presentati solo per produrre denaro”. Difficile, anzi impossibile dargli torto. Una decadenza in cui la politica ha le sue colpe, da tredici anni a questa parte, tra promesse fatte e mai mantenute. L’unico sipario che si è alzato è quello dei giornali che, di volta in volta, hanno “acceso i riflettori” sul politico di turno che garantiva l’imminente nascita della Fondazione e sottolineava il ruolo chiave di Taormina Arte per la città e tutta la Sicilia. Già, nella cosiddetta Perla dello Jonio si sono fatte campagne elettorali, i politici l’hanno strumentalizzata per rilanciare la propria immagine in modo da mostrarsi ai cittadini come i difensori di turno della città. In buona sostanza Taormina Arte è stata la donna che la politica ha cercato di portarsi a letto per soddisfare i propri bisogni.

Il passaggio da Comitato a Fondazione sta percorrendo qualche autostrada siciliana – Per fortuna, però, Taormina Arte ha mantenuto la sua dignità. I lavoratori, siano essi amministrativi e operai, hanno sempre garantito la massima serietà, professionalità nonostante non abbiano certezze sul proprio futuro. Un fatto da non sottovalutare per chi ha figli e altri cari a cui dar conto. Il segretario generale, poi, ha sempre mantenuto la schiena dritta e soltanto la sua pazienza gli permette di sopportare una vicenda che rischia di mortificare il suo operato. E anche questa volta, dove il passaggio da Comitato a Fondazione sembra stia percorrendo qualche autostrada siciliana (i tempi cambiano, fino a pochi mese fa avremmo utilizzato la metafora usurata della Salerno-Reggio Calabria), il segretario generale sta lavorando per il futuro a prescindere dalle beghe politiche e dai conti che qualcuno potrebbe farsi su Taormina Arte. Il suo progetto, “Taormina Arte 365”, punta proprio ad allontanarsi da tutto ciò e a creare qualcosa che aiuti la città a riscoprire la sua essenza, il suo ruolo in Sicilia e nel Mediterraneo. Come potrebbe interpretarsi, se non in questo modo, la ripresa del “Sinopoli Festival”, il tornare a produrre delle opere teatrali e mettere in scena una trilogia pirandelliana (esistono saldi contatti con il maestro Gabriele Lavia e il Teatro nazionale della Pergola di Firenze), il progetto del teatro-turismo, la realizzazione di un’attività permanente con l’Opera dei Pupi.

Alessandra Caltabiano: “La cosa fondamentale è tornare a fare le produzioni, cosa che negli ultimi anni non gli hanno permesso di svolgere” – Se in diverse parti del mondo, come negli Stati Uniti, per uscire dalla crisi economica del 2008 si è deciso di investire anche nella cultura, non si capisce per quale motivo a Taormina non dovrebbe essere così. La Fondazione Taormina Arte potrebbe essere un polmone cittadino al pari del parcheggio di Porta Catania e Lumbi, da un punto di vista finanziario. Perché non realizzarla? A chi conviene mantenere in un limbo Taormina Arte e i suoi lavoratori? La consigliera comunale d’opposizione, Alessandra Caltabiano, che negli ultimi mesi nell’Aula di Palazzo dei Giurati aveva approfondito la questione Taormina Arte proponendo alcune soluzioni, sembra condividere il progetto lanciato dal segretario generale Ninni Panzera. “La cosa fondamentale è tornare a fare le produzioni, cosa che negli ultimi anni non gli hanno permesso di svolgere. Si sta perdendo ciò che di bello esiste a Taormina ed è un peccato”, ha affermato la Caltabiano. Infine, riferendosi ai lavoratori di Taormina Arte e alla situazione di incertezza in cui si trovano, Alessandra Caltabiano ha dichiarato che “da un punto di vista umano, se io non so che fine farò, mi sento colpita nel morale. E’ un problema, ma nonostante tutto hanno garantito il servizio anche in questa stagione. Sono persone con un grande senso del dovere”.

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