La situazione nella Villa comunale è delicata. Il problema è destinato ad ampliarsi» – Questa mattina il professore Franco Ortolani, tra i massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, analisi e metodologie di intervento per i fenomeni alluvionali e sismici, ha effettuato un sopralluogo nel territorio di Taormina dopo le sollecitazioni del presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni. Le zone che sono state visitate sono quelle della Villa comunale, della piscina, della funivia e Madonna delle Grazie. Le recenti piogge, come ribadito in diverse occasioni, non hanno fatto altro che acuire il problema. Il crollo di una parte del muretto della Villa, per esempio, ha messo in luce che i crolli e le frane all’interno del Parco sono dovute al continuo defluire della fogna. Altre parti, infatti, potrebbero cedere con le prossime precipitazioni. L’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Carella, ha fatto sapere che nelle prossime ore verrà emanata un’ordinanza per lavori di somma urgenza per risolvere il problema. Già, ma si tratta di un’azione tampone. L’impressione è che l’impianto fognario che attraversa la Villa dovrà essere risistemato in maniera dettagliata.

«Alla funivia c’è stata l’occupazione di un alveo naturale da parte dell’uomo» – «La situazione nella Villa comunale è delicata. Per quanto ho visto, si può notare che c’è un modo di far defluire l’acqua piovana che ha dato origine a una serie di dissesti visibili lungo il costone. Il problema è destinato ad ampliarsi», ha detto il professore Ortolani che è anche ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli. Il territorio non si trova in uno stato di salute migliore nella zona della funivia, a Mazzarò. «La zona della funivia, a Mazzarò, è un punto particolarmente importante per la criticità che caratterizza l’area. Si può notare l’occupazione di un alveo naturale da parte dell’uomo senza aver chiesto l’autorizzazione alla natura. L’uomo, a suo tempo, ha realizzato la stazione della funivia e il parcheggio. Il canale che drena questo bacino imbrifero è stato intubato in una sezione che difficilmente farebbe defluire una piena causata da un nubifragio. È una situazione a grande rischio».

«L’idea è di installare dei pluviometri moderni, che costano 3 mila euro, i quali sono in grado di intercettare l’inizio del nubifragio» – Inoltre il professore Ortolani ha aggiunto che proprio in questa parte di Taormina potrebbe essere attivato un sistema di allarme idrogeologico: «L’evento piovoso ha provocato l’afflusso di terra, fango e si è riversato in maniera “delicata” nel piazzale. Ma un massiccio afflusso di detriti e fango lo spazzerebbe via, proprio come è successo a Giampilieri e Scaletta Zanclea. Quindi occorre trovare il sistema per mettere in sicurezza i cittadini. L’idea è di installare dei pluviometri moderni, che costano 3 mila euro, i quali sono in grado di intercettare l’inizio del nubifragio. Dopo l’inizio del temporale avremo a disposizione alcune decine di minuti per liberare il piazzale». Il professore Ortolani ha visto con i suoi occhi le complicazioni del territorio. Nella zona della Madonna delle Grazie, dove si stanno effettuando operazioni di carotaggio, il pericolo frana è reale e nonostante i divieti alcuni turisti percorrono il sentiero disastrato.

Piscina, il muretto è in parte crollato e uno dei piloni della funivia rischia di essere compromesso – Altri rischi, nel contesto del dissesto idrogeologico, potrebbero verificarsi nella zona della piscina. In particolar modo, nella parte inferiore, il rischio incendi e frane sono possibilità da non sottovalutare. Il muretto è ormai in parte crollato e uno dei piloni della funivia rischia di essere compromesso da qui a breve con l’avvento delle nuove piogge. «Non si può porre rimedio in brevissimo tempo a tutte le situazioni che caratterizzano i costoni, ha dichiarato il professore Ortolani. Ci vorrebbero subito notevoli risorse finanziarie. Quindi mentre si avviano sagge azioni tese a risanare situazioni che si sono stratificate nel tempo, occorre garantire la sicurezza dei cittadini».

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