Istruttoria sulla presunta irregolarità nella gestione dei proventi derivanti dall’applicazione dell’imposta di soggiorno – La Procura regionale della Corte dei Conti ha avviato l’istruttoria sulla presunta irregolarità nella gestione dei proventi derivanti dall’applicazione dell’imposta di soggiorno, che di recente era stata aumentata con la delibera del Consiglio comunale dell’11 settembre 2015. L’imposta che dovrebbe finanziare il settore turistico, come ripetuto in questi mesi, è finita sotto la lente d’ingrandimento da parte della Procura Generale della Corte dei Conti. La storia sulla tassa di soggiorno, condotta al massimo delle sue possibilità da parte dell’amministrazione comunale, non era piaciuta agli albergatori in generale. In tempi non sospetti, infatti, il vicepresidente Italo Mennella (che è anche presidente dell’associaizone albergatori Taormina) e Sebastiano De Luca, presidente di Confindustria Alberghi e Turismo Taormina, avevano espresso tutta la loro contrarietà: «Siamo stanchi di subire decisioni che vengono prese dall’alto senza la minima dovuta concertazione. Poiché la tassa di soggiorno, per oltre 4,5 milioni di euro è servita e servirà per sanare le già asfittiche casse del Comune, gli albergatori faranno una dura e determinata opposizione in tutte le sedi opportune e non faranno sconti a nessuno».

Specificare e documentare a quali fini sono stati destinati i proventi della tassa di soggiorno – La Procura regionale, da Palermo, ha chiesto dei documenti ben precisi al comune di Taormina: la delibera in questione e quella istituitiva della medesima imposta. Inoltre si dovrà specificare e documentare, entro 30 giorni, a quali fini sono stati destinati i proventi della tassa di soggiorno. È scattato il countdown.

 

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