Locali delle suore Antoniane - Figlie del divino Zelo
Locali delle suore Antoniane - Figlie del divino Zelo

La celebrazione eucaristica tra speranze e promesse – Era il 2 settembre 2015 quando si svolgeva al Duomo di Taormina una celebrazione eucaristica per ringraziare l’operato dei Salesiani e dei Maristi. I primi hanno trascorso in città oltre cento anni e i secondi un ventennio. Non servono complicati calcoli matematici per capire che hanno contribuito a formare generazioni di taorminesi e non solo. È stato un momento toccante. Le parole dell’arcivescovo Calogero La Piana, le riflessioni di monsignor Carmelo Lupò. Il saluto dei ragazzi e degli adulti ai Maristi e ai Salesiani. Qualche lacrima che scendeva lungo il viso e la fede pronta a sostenere qualunque ipotesi di scoramento. In quella serata, però, aveva parlato anche il sindaco di Taormina Eligio Giardina. Il primo cittadino, con tanto di applauso dei credenti seduti tra i banchi della Cattedrale, aveva affermato mentre parlava dei Maristi: «Dico “grazie” anche a loro, ma come sindaco mi impegno per non vanificare tutti i loro sforzi. È una responsabilità importante dare a Monsignor Carmelo Lupò uno spazio adeguato, un punto di aggregazione per i nostri giovani».

La proposta di monsignor Lupò – Parole che erano state evidenziate da Monsignor Lupò, il quale aveva dichiarato: «Sindaco mi ricorderò il suo impegno, perché i ragazzi, soprattutto in questo momento, hanno bisogno di essere seguiti. Non si può perdere tutto il lavoro svolto negli anni». Già, ma cosa è cambiato da quel momento? Le istituzioni si sono adoperate per trovare degli spazi adeguati ai giovani di Taormina? Qualcuno ha pensato a un progetto ben articolato? Qualcuno si e si chiama monsignor Carmelo Lupò che ha chiesto alle suore Antoniane “Figlie del Divino Zelo” la disponibilità dei loro locali in comodato d’uso. La risposta, salvo ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbe essere positiva e si attende solo la conclusione dell’iter burocratico per avere il “si” definitivo. L’idea è di creare un oratorio, un centro per ragazzi facilmente raggiungibile a piedi dai genitori e dai giovani.

Il “no” delle suore francescane al progetto della parrocchia e della diocesi – Un’ipotesi che è diventata sempre più percorribile, con il trascorrere delle settimane, dopo il “no” delle suore francescane che possiedono la proprietà dell’edificio in cui fino a poco tempo fa si trovavano i Maristi. La parrocchia di Taormina e la diocesi, in tempi non sospetti, avevano presentato un progetto di ampio respiro di natura pastorale, culturale, turistica ed ecumenica. Le sorelle francescane, però, non sono sembrate interessate all’idea in quanto avrebbero altri progetti, per ora non conosciuti, sul bene immobile taorminese. Al di là di questa vicenda, i ragazzi dovrebbero poter svolgere le attività di catechesi presso le suore Antoniane, dietro i Cappuccini. Una buona notizia, anche se ancora non ufficiale. Mentre non sembra praticabile l’ipotesi di svolgere il grest di agosto alla Piscina comunale. Un luogo non facilmente raggiungibile e poco centrale. Dunque, per quanto riguarda il posto in cui poter svolgere attività all’aperto, oltre ai locali delle suore Antoniane che dispongono di una terrazza, non ci sono altre idee. Le istituzioni, per ora, non hanno avanzato alcuna proposta.

C’è spazio a Taormina per i suoi figli? – È vero che la città, dopo quella famosa celebrazione, ha attraversato momenti delicati come la bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio economico-finanziario e il nubifragio che ha messo a dura prova il territorio, ma una politica rivolta ai più giovani non può essere accantonata in nessun frangente. In più torna d’attualità la questione sugli spazi per i più giovani, soprattutto dopo la vicenda della situazione dell’edilizia scolastica in città. È possibile che Taormina si sia trasformata in una vetrina in cui non ci sia spazio per i propri figli?

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