Foto panoramica di Taormina
Foto panoramica di Taormina

Tra i massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, analisi e metodologie di intervento per i fenomeni alluvionali e sismici – Nella giornata di domani, dopo le sollecitazioni della presidenza del Consiglio di Taormina, verrà effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dal nubifragio del 9 settembre e dalle piogge successive, per capire gli interventi da realizzare in modo da garantire la sicurezza del territorio. Il sopralluogo verrà realizzato dall’architetto Giuseppe Aveni e dal professore Franco Ortolani. Il docente, che scrive anche su BlogTaormina da diverso tempo, è ordinario di Geologia, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli. Studioso, ritenuto tra i massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, analisi e metodologie di intervento per i fenomeni alluvionali e sismici. Un professore che conosce la zona e le sue problematiche. Era il 30 ottobre 2014, quando il docente veniva interpellato da noi riguardo la frana di Capo Taormina. In quell’occasione il professore Ortolani aveva detto che «il territorio comunale di Taormina è esposto ai nubifragi che rilasciano enormi quantità di acqua piovana in poco tempo, come accaduto il primo ottobre 2009 poco a nord nella zona di Scaletta Zanclea e Giampilieri (circa 300mm in circa 3 ore)».

Quando il professore parlava della necessità di avere un sistema di allarme idrogeologico – Franco Ortolani, in quel contesto, parlava della necessità di realizzare anche a Taormina un sistema di allarme idrogeologico: «Non si può intervenire strutturalmente in tutte le aree urbane (grandi e piccole disseminate in Italia) realizzate in zone soggette a potenziali dissesti improvvisi ma con un sistema di allarme adeguato si possono mettere in salvo le persone. Il principio è lo stesso degli allarmi antiaerei: durante la guerra le persone venivano avvisate con solo alcune decine di minuti di anticipo di un potenziale bombardamento da un allarme sonoro in modo da mettersi in sicurezza nei rifugi adeguatamente predisposti e segnalati. Ora si deve realizzare un sistema di allarme idrogeologico immediato che consenta di individuare sul nascere l’inizio dei nubifragi, nelle aree che già dal giorno precedente sono state pre-allarmate, e di attivare con varie decine di minuti di tempo a disposizione il piano di protezione dei cittadini nelle parti urbane che possono essere invase da improvvisi flussi idrici e fangoso-detritici. Un sistema simile non è costoso ed è immediatamente realizzabile; naturalmente deve essere garantita autonomamente l’alimentazione energetica di tutto il sistema locale e di bacino idrografico. Quanto può costare? Abbiamo già effettuato dei calcoli che riguardano il territorio urbano alla base della collina dei Camaldoli comprendente i quartieri napoletani di Fuorigrotta, Pianura, Soccavo, Chiaiano e la parte orientale della città più i comuni di Quarto e Marano; in totale si tratta di circa 500.000 persone interessate. Per quanto riguarda le strumentazioni si prevede un costo di circa 100 mila euro, l’importo di circa quattro berline accessoriate di marca. Un costo accessibile, viste tutte le auto che sono andate distrutte durante i recenti disastri, per non parlare delle vite umane. Un sistema di Allarme Idrogeologico Immediato deve essere installato a Taormina in modo che possa attivare il Piano di Protezione dei Cittadini appena iniziato un nubifragio».

Una ricognizione sul territorio con l’architetto Giuseppe Aveni – Intanto, domani mattina, il professor Ortolani realizzerà una ricognizione sul territorio per vedere cosa è cambiato e quanto si sono aggravati i problemi di due anni fa. «Individueremo i punti più delicati cercando di prevenire quelle che possono essere i futuri punti critici o dissesti. Taormina è una Perla mondiale e deve essere all’avanguardia nella tutela del territorio e nella sicurezza dei suoi cittadini e dei suoi ospiti. Faremo una ricognizione e una previsione degli interventi per priorità in modo che il territorio sia sicuro», ha dichiarato il docente universitario.

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