Gli insegnanti percepiscono sempre di più la nuova e crescente complessità del disagio scolastico e delle varie condizioni personali degli alunni in difficoltà. A scuola si sente spesso parlare di difficoltà di apprendimento, questo termine di riferisce a qualsiasi inconveniente riscontrato dallo studente durante la sua carriera scolastica. Tante, diverse e particolari le difficoltà che, all’interno del gruppo classe, possono preoccupare gli insegnanti. Nelle classi si trovano alunni con difficoltà nell’apprendimento e nello sviluppo di competenze; in queste categorie rientrano: la tanto discussa dislessia, i disturbi da decifit attentivo con o senza iperattività, la disprassia, i disturbi nella comprensione del testo, ma non sono da trascurare gli studenti con ritardo mentale e ritardi nello sviluppo, da sottolineare la presenza di alunni con autismo o alunni minorati psicofisici.

Amalgamare ed avviare formazione e trasmissione didattica in queste realtà è una sfida quotidiana per ogni insegnante, che quotidianamente lavora per la diffusione e la realizzazione dell’accettazione del bambino diversamente abile nel gruppo classe. Bisognerebbe individuare dei percorsi alternativi e creativi, che siano da input per produrre un’azione efficace di apprendimento. Riecheggia, spesso, il concetto di politica inclusiva, che vede nelle famiglie i partner più importanti nei progetti educativi formativi, bisogna approfittare di ogni occasione di scambio per concordare interventi in modo da realizzare una continuità educativa tra scuola e famiglia. Una scuola davvero inclusiva sente sempre più la necessità di valutare seriamente ed equamente gli Special Educational Needs, in modo da rendersi conto del carico complessivo a cui sono sottoposti le classi. Il ruolo della scuola, in quanto istituzione educativa è quello di individuare e progettare risorse per l’inclusione. Un docente che rende attiva la sensibilizzazione generale è una persona che riesce a diffondere atteggiamenti positivi, costruttivi e non pietistici né compassionevoli rispetto agli alunni in difficoltà. Il terreno delle relazioni va costruito con estrema attenzione ed empatia, aiutando i bambini a capire che il “diverso” è fonte di conoscenza, permette alla scuola di attivare i principi della normalità quotidiana nell’apprendimento.

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