Interno dei Crateri silvestri, luogo in cui andrà in scena
Interno dei Crateri silvestri, luogo in cui andrà in scena "La morte di Empedocle"

Tra resistenza e resilienza al chiacchiericcio degli ultimi venti anni – La trasformazione di Taormina Arte da Comitato a Fondazione non si è ancora realizzata, nonostante le dichiarazioni roboanti degli ultimi mesi e il rischio è che ci si ritrovi con l’ennesimo nulla di fatto proprio come successo in questi venti anni. Però chi lavora all’interno e per Taormina Arte non demorde. Resiste, anzi per utilizzare una parola che di recente va di moda, potremmo dire che applicano la resilienza. Del resto se non avessero assunto un simile atteggiamento, sarebbero stati travolti dagli eventi e dalla chiacchiere. A chiusura della stagione estiva è tempo di consuntivi. Pur tra mille difficoltà gestionali è stata assicurata una stagione con alcuni appuntamenti importanti. E per concludere come non citare la collaborazione con Disney per il film “Tini – La nuova vita di Violetta”. Così, tramite il segretario generale di Taormina Arte, Ninni Panzera, è stato messo in piedi un progetto, “Taormina Arte 365”, che punta a far respirare e vivere cultura durante tutto l’anno solare e non soltanto in estate. È quello di cui ha bisogno la città e il territorio. È ciò che potrebbe contribuire a favorire quella destagionalizzazione mai realizzata ma sempre sbandierata nelle campagne elettorali dei politici di turno.

“Taormina Arte 365” – Il piano del progetto è ormai pronto e in questi mesi è stato presentato all’assessorato regionale del Turismo. Adesso, però, occorre fare ulteriori passi avanti e capire in che misura e in che modo le chiese di Taormina e il Palazzo dei Congressi potranno essere messi a disposizione del progetto “Taormina Arte 365”. Lo spirito che anima i lavoratori (amministrativi e tecnici) e il segretario generale del Comitato è andare avanti a priori, senza flagellarsi sull’eterna e ancora incompiuta trasformazione della Fondazione che, a quanto pare, sembra far parte delle solite litanie politiche italiane. Oltre il muro dei piagnistei, dunque, c’è la voglia di lavorare per l’arte e la cultura e quindi nell’ultimo fine settimana di maggio ci sarà la ripresa del “Sinopoli Festival” al Teatro antico con le collaborazioni delle istituzioni regionali: le orchestre del Teatro Massimo, del Teatro Bellini, l’orchestra sinfonica siciliana, del Teatro Vittorio Emanuele, del Conservatorio di Messina. Una vetrina prestigiosa, che si coniugherebbe con l’unicità (che rischia di svanire) di Taormina.

Ninni Panzera: «L’offerta del Teatro antico è stata messa a dura prova negli ultimi anni da spettacoli presentati solo per produrre denaro» – Già, Taormina. Una città che sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia. In atto c’è un declino, ma questo progetto “Taormina Arte 365” potrebbe contribuire a realizzare una deviazione salutare rispetto al baratro in cui si sta sprofondando. L’energia e la voglia di invertire la rotta, del resto, esiste e in questo caso l’ha messa in luce il segretario generale di Taormina Arte, Ninni Panzera: «Taormina Arte, nella sua componente amministrativa e tecnica, è pronta alla sfida di mettere in scena spettacoli di qualità cercando di riqualificare l’offerta del Teatro antico messa a dura prova negli ultimi anni da spettacoli presentati solo per produrre denaro, indipendentemente dalle esigenze, anche turistiche e di immagine della città». Non usa giri di parole Ninni Panzera e conferma che «l’intenzione dell’assessorato regionale ai Beni Culturali sembra volere andare in questa direzione. Del resto, se non si mettono in scena in Sicilia, a Taormina, in uno spazio di grande suggestione come il Teatro antico, opere del più grande letterato siciliano, Luigi Pirandello, ma dove si devono vedere? Certo, il giorno dopo non sarà possibile assistere a spettacoli di scarso valore artistico. Si vanificherebbe tutto. Il punto più basso è stato toccato. Adesso occorre stringersi tutti, istituzioni e privati, per ottenere un innalzamento significativo della qualità. La sfida è lanciata. E la forza umana e professionale di Taormina Arte è tale che la scommessa da sogno si può tradurre sin dal prossimo anno in concreta realtà».

Dalla produzione di operazioni teatrali allo scenario dell’Etna – La parolina magica è sempre la stessa: qualità. Così l’imperativo categorico, volendo fare una citazione kantiana, è prendere le redini dell’arte e della cultura a Taormina e non fare soltanto gli spettatori interessati e dunque, in un’ottica del genere, la seconda ipotesi è tornare a produrre delle operazioni teatrali e  realizzare una trilogia pirandelliana. “I giganti della montagna”, “Sei personaggi” e “Liolà” saranno le tre opere che verranno messe in scena nel triennio 2016-2018 . A tal proposito esistono contatti molto solidi con il maestro Gabriele Lavia e il Teatro nazionale della Pergola di Firenze per organizzare nel migliore dei modi queste opere. Altro progetto è quello del teatro-turismo, ovvero un circuito in grado di appassionare per il richiamo ai luoghi in cui sono stati ambientati i romanzi ai quali si sono ispirati i film. L’obiettivo è realizzare degli spettacoli e il progetto presentato per il prossimo triennio prevede “La morte di Empedocle” sull’Etna, “Horcynus Orca” ambientato nello Stretto di Messina e “I Malavoglia” ad Acitrezza. E tornando al monte Etna, nelle ultime settimane sono già stati effettuati dei sopralluoghi ai Crateri Silvestri che dovrebbero essere il contesto in cui andrà in scena “La morte di Empedocle”. Si prevede uno spettacolo mozzafiato. Infine c’è la volontà di realizzare un’attività permanente con l’Opera dei Pupi  e ideare una Cavalleria Rusticana con caratteristiche liriche. Una gioia per i turisti e gli amanti della tradizione. L’arte, a quanto pare, va avanti a prescindere dalla Fondazione. Buon segno.

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