Lettere al direttore

Raddoppiato il tempo del soccorso dei passeggeri della funivia in caso di emergenza. Sono il rappresentante del “Gruppo Grotte Luce” di Taormina, che ha svolto per venti anni il servizio di reperibilità e soccorso presso l’impianto funiviario di “Taormina-Mazzaro” fino allo scorso 31 luglio. Il nostro gruppo, che opera nel settore della speleologia, montagna, torrentismo e del soccorso da oltre trent’anni anni, tutto composto da elementi residenti in zona tra Taormina, Giardini Naxos e valle Alcantara, garantiva fino a ieri, secondo contratto, una reperibilità nei termini di 30 minuti dalla chiamata di soccorso, e questo tempo era stato, all’epoca, richiesto  espressamente dagli Ispettori dell’Ustif (Motorizzazione civile) pena la risoluzione del contratto; ricordo che anni addietro l’ex Direttore di esercizio Ing. Gaetano Longo, insistette, dietro sollecitazione degli enti preposti, per ridurre addirittura a 15 minuti il nostro tempo di intervento. Inspiegabilmente, adesso, per il nuovo gruppo che dovrà occuparsi del servizio essenziale, il tempo di intervento è stato raddoppiato (se non quadruplicato) in 60 minuti. La normativa (D.M. 16/11/2012), non a tutti nota, prevede un tempo massimo di ore 3 per la messa a terra dell’ultimo passeggero dal momento del fermo impianto, e della successiva chiamata di soccorso. Posso garantire per esperienza diretta che già 2,5 ore per il soccorso di 96 passeggeri distribuiti in 2 grappoli di 4 cabine è praticamente impossibile per soli 6 soccorritori, anche se, come noi, vivessero ed operassero in zona.

Impensabile credere di effettuarlo in sole 2 ore, posto che i soccorritori arrivino nei 60 minuti previsti e questo, fino a prova contraria, è un requisito di sicurezza. Vi garantisco che nessuno avrebbe il piacere di rimanere, in Estate, con 40 gradi all’ombra, stipato in piedi in una cabina da 12 posti, dotata solo di una minuscola finestrella grigliata, ad attendere un’ora solo per vedere arrivare i primi soccorritori. Mi permetto di scrivere questa nota in merito al servizio di soccorso al suddetto impianto anche perché il servizio di reperibilità e soccorso è obbligatorio negli impianti a fune e deve consentire l’evacuazione e la discesa a terra dei passeggeri delle cabine con opportuni mezzi e tecniche, in caso di blocco dell’impianto, non diversamente risolvibile. Ricordo altresì che l’ente preposto al controllo degli impianti a fune (USTIF) costituisce una sezione degli uffici della motorizzazione civile. L’Asm di Taormina, azienda in liquidazione, nella persona del Commissario liquidatore, Agostino Pappalardo (coadiuvato tecnicamente dal Direttore di esercizio ing. Sergio Sottile) ha lasciato scadere il 31 luglio scorso, senza alcuna motivazione esplicita, il contratto relativo al soccorso con nostro “Gruppo Grotte Luce di Taormina”, che aveva 20 anni fa, a sua volta, preso il posto del corpo nazionale del soccorso alpino di Nicolosi, appunto per motivi di opportunità e sicurezza legati alla distanza ed ai tempi di intervento (allora presente l’ing. Gaetano Longo come direttore di esercizio). L’Asm di Taormina, quindi, dal 1° agosto scorso ha stipulato nuovo contratto, per affidamento diretto, con Determina n. 215 del 26.06.2015, con il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (Sass) con sede a Palermo. La delibera è stata trasmessa al Consiglio Comunale.

Il contratto è triennale, e con tacito accordo viene rinnovato tra le parti, diventando perenne. Il corpo regionale di soccorso alpino e speleologico di Sicilia con sede a Palermo, come forse non è noto ai più, è un corpo regionale di volontari. Non entro affatto nel merito delle capacità tecniche del gruppo, in quanto rappresenta uno degli enti istituzionalmente deputato al soccorso in montagna e negli impianti a fune. Ma voglio ugualmente, sottoporre pochi semplici punti di riflessione: come forse non è noto, il contratto è stato stipulato con il Sass di Palermo, firmatario dello stesso e solo successivamente, nel corpo della convenzione, viene citata la Stazione di Etna Nord come sede di provenienza dei soccorritori, peraltro già operante per il soccorso degli impianti a fune di Etna Nord (seggiovia piano Provenzana). La provenienza, pertanto, dei soccorritori più vicini, visti gli attori del contratto, appartenendo tutti al Corpo Regionale, potrebbe essere genericamente la Sicilia intera, verosimilmente la provincia di Catania (paesi pedemontani per regolamento esplicito del Sass) senza alcuna ulteriore specificazione; da notare che gli stessi volontari della provincia di Catania sono contemporaneamente impegnati nel soccorso degli impianti a fune sia di Etna Nord che di Etna Sud (funivia dell’Etna); per cui in caso di chiamata di soccorso al numero telefonico unico regionale (come da contratto), gli addetti del Sass dovranno reperire telefonicamente sei elementi tra coloro che saranno liberi e disponibili, qualunque sia la loro provenienza geografica; chi scrive, negli scorsi 20 anni ha accumulato esperienza non solo nel locale impianto, ma ha tenuto gli occhi aperti contemporaneamente su numerosi incidenti occorsi in altri simili impianti sparsi geograficamente un po’ ovunque nel mondo, registrando modalità e tempi. A questo punto mi permetto di esprimere qualche dubbio e di aggiungere qualche considerazione finale: è legale quanto specificato in precedenza circa il “raddoppio” dei tempi di intervento, a scapito della sicurezza ed incolumità dei passeggeri è responsabile, sempre ai soli fini della sicurezza dell’impianto, effettuare un cambio di rotta così radicale, esternalizzando il servizio, effettuato da 20 anni con risorse locali, affidandolo ad operatori del settore che vivono mediamente a 30-50 km dall’impianto?

Manlio Passalacqua
Gruppo Grotte Luce di Taormina

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