Busto di Florence Trevelyan
Busto di Florence Trevelyan

Il 4 e 5 ottobre, l’associazione Onlus Florence Trevelyan Trevelyan, ha ricordato la filantropa britannica. «Per tanti lustri prima denigrata, poi screditata e diffamata, infine dimenticata ma Lei, adesso, ci aspetta ogni 4 Ottobre, da tre anni a questa parte. Lei, che dopo aver viaggiato per molto tempo attraverso il Nord Africa e l’Europa giunse in Italia, decidendo poi di fermarsi in un paesino siciliano abbandonato a sé stesso, trovando desertificazione e povertà ma sapendo di poter correggere i disagi di una Taormina che contava meno di tremila anime tra umili contadini e poveri pescatori. Lei, che non ideò solo il Parco di Hallington Siculo, poi indegnamente maltrattato contro il suo volere di non tagliare gli alberi per ricavarne “luogo di soggiorno per i forestieri”, come invece volle il duca di Cesarò proponendolo alla Camera dei Deputati nell’Agosto del 1921. Alterazioni territoriali che poi continuarono scriteriatamente per molti anni e che sancirono l’attuale disordine urbanistico di Taormina», afferma il dottor Daniele Chirico.

L’associazione ha voluto ricordare la Trevelyan in una due giorni in cui sono stati messi in evidenza alcuni momenti della sua vita che si sono intrecciati con Taormina: «Lei, che non trasformò solo l’insignificante scoglio di S. Stefano in “Isola Bella”, più volte svenduta, bruciata, oltraggiata, cementificata ma al momento fortunatamente salvata. Lei, che non concepì solo la strada panoramica che da Monte Venere porta a Taormina. Lei, che non rimboscò e riorganizzò solo Castelmola, Monte Porretta, Monte Croce e Monte Paradiso. Lei, che non aiutò solo le figlie dei pescatori con un fondo in danaro per le loro doti nuziali. Lei, che lasciò molti insegnamenti da seguire». Così, sabato pomeriggio, il 3 ottobre, si è svolta la ricorrenza a Mendicino sul Monte Venere, nel Mausoleo. E domenica 4 ottobre sulla spiaggia dell’Isola Bella, dove è stato lanciato nel cielo il pallone rosso a forma di cuore.

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