Carlo Puglisi, Europe Code Week ambassador per la Sicilia. Foto di Alessandro Rondine
Carlo Puglisi, Europe Code Week ambassador per la Sicilia. Foto di Alessandro Rondine

Sta per partire la terza edizione di Europe Code Week, la settimana europea dedicata alla programmazione. Dal 10 al 18 ottobre si svolgeranno in tutta Europa migliaia di eventi, che avranno per protagonisti bambini e ragazzi, che potranno cimentarsi nella programmazione. A guidare i piccoli una squadra di mentor appassionati, che per il terzo anno hanno reso possibile questa grande campagna di alfabetizzazione informatica. Ne parliamo con Carlo Puglisi, CodeWeek Ambassador per la Sicilia, impegnato da diversi anni come mentor del CoderDojo Etneo. Perito informatico appassionato di tecnologie digitali, dopo una lunga esperienza maturata all’interno di una software house catanese e un’azienda di Gdo siciliana, Carlo Puglisi oggi si occupa di analizzare e progettare soluzioni che possano rendere più semplici e produttivi i processi aziendali. Uno dei suoi obiettivi è portare innovazione nel quotidiano e nel processo educativo/formativo scolastico.

Cosa l’ha spinta a decidere di impegnarsi attivamente in questa iniziativa ?
Da alcuni anni mi occupo di diffondere il pensiero computazionale tra i ragazzi del territorio, attraverso l’uso di software e hardware che permettano ai ragazzi di fare esperienza del processo creativo necessario allo sviluppo di “applicazioni”. Quando un amico mi ha messo in contatto con il referente nazionale Alessandro Bogliolo, ho pensato, senza dubitare, di poter dare una mano nel coinvolgere i ragazzi del nostro territorio… ed eccomi qui!

Da che età sarebbe opportuno iniziare i bambini alla programmazione ?
A seguito di una personale esperienza condotta su bambini della scuola primaria, penso che si possa proporre il coding già a partire dalla terza elementare. E’ stato proprio con bambini di 8 anni che ho ottenuto degli ottimi risultati partendo dai concetti di base per arrivare alla creazione dei primi videogiochi interattivi.

Quali sono le ricadute positive dell’uso coding sullo sviluppo cognitivo dei ragazzi ?
Il coding come attività di sviluppo del pensiero computazionale consente di imparare ad analizzare un problema, scomporlo in sottoproblemi e riuscire ad identificare una o più soluzioni per poterlo risolvere. Apprendere questa tecnica svilupperà nei ragazzi la capacità di analisi, indispensabile per affrontare qualsiasi problema si presenterà loro. Un altro importante aspetto è quello collaborativo: la maggior parte delle attività prevedono il lavoro in gruppo, momento indispensabile per il confronto e lo scambio di conoscenza.

La partecipazione dell’Italia alla seconda edizione del Code Week non è passata in sordina, al contrario il nostro Paese è riuscito a guadagnarsi il primo posto per numero di iniziative. Crescono dunque le aspettative. Quali strumenti avete utilizzato per cercare di superare il risultato dello scorso anno ?
A differenza di quello scorso, quest’anno il referente italiano ha pensato bene di coinvolgere uno o più referenti per ogni regione, in modo da consentire una più capillare diffusione dell’iniziativa. Come referente per la Sicilia, mi sono occupato di identificare più “facilitatori” per ogni provincia allo scopo di permettere loro di raggiungere in modo più “diretto” le scuole, primo target per il coinvolgimento dei ragazzi. Per questo scopo ho contattato i Digital Champion e i CoderDojo siciliani. Un mailing a tutte le scuole siciliane e la rete dei contatti ci stanno permettendo di coinvolgere un più alto numero di scuole e ragazzi. Un utile strumento per invogliare ulteriormente alla partecipazione è il Certificato di Eccellenza che la Commissione Europea ha pensato di rilasciare alle scuole che coinvolgono più della metà dei propri studenti.

In occasione del lancio del secondo anno di sperimentazione del progetto “Programma il Futuro”, che nasce dalla collaborazione tra il Miur e il Cini, per insegnare a un milione di studenti gli elementi base della programmazione informatica, il ministro Giannini ha ribadito l’importanza del coding quale competenza trasversale da acquisire al pari delle lingue straniere. Ritiene le scuole siciliane all’altezza della sfida lanciata dal Ministero ?
In questi giorni stiamo lavorando molto per coinvolgere il più alto numero di scuole ed è in queste occasioni che notiamo un certo scetticismo da parte dei docenti​ senz’altro legato alla distanza generazionale dalle tecnologie e strumenti utilizzati​ durante le attività didattiche. Dopo aver spiegato loro che non è necessario avere delle competenze informatiche per poter approcciare agli strumenti per l’apprendimento del coding, i docenti si lasciano trasportare fino a dare la loro adesione al progetto​; molti di loro restano stupiti nel vedere il mix di risorse disponibili sul web nei portale dedicati ed alcuni di questi si appassionano alla tematica ed all’approccio didattico approfondendo autonomamente

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