Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture e dei trasporti

La frana sull’autostrada Messina-Catania, all’altezza del paese di Letojanni, ha riaperto lo scontro politico in Sicilia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dopo un confronto con il direttore dell’Agenzia Nazionale Giovani, Giacomo D’Arrigo, che è originario della riviera jonica di Messina e per essere precisi di Nizza di Sicilia, ha deciso di intervenire in prima persona sull’ennesimo episodio che mette in ginocchio il trasporto dell’isola.

«La situazione della viabilità siciliana è molto, molto seria. Come abbiamo agito per accertare le responsabilità sul crollo del viadotto Himera sulla A19 spero che si accertino le responsabilità sul crollo sulla Catania-Messina. Si è sottovalutato il movimento franoso. Se ci sono responsabilità sicuramente non ce ne sono dell’Anas e del Ministero». Il riferimento è sin troppo chiaro ed è rivolto al Consorzio Autostrade Siciliane, società controllata dalla regione Sicilia. E tra i renziani della prima ora, anche il sottosegretario Davide Faraone ha detto la sua sulle criticità della Sicilia: «Sicilia a pezzi, atto terzo. Stavolta è toccato all’autostrada Messina-Catania, colpita da una frana all’altezza di Letojanni. Cosa aspetta Crocetta a rimuovere i vertici della Protezione civile e del Cas che, per negligenza e inadeguatezza, stanno mettendo in ginocchio l’economia di un’isola? È arrivato il momento di mandare a casa chi è responsabile di questo sfacelo continuo che danneggia e mette in pericolo i siciliani. Il governo nazionale, dopo il crollo del Viadotto Himera sulla A19, ha rimosso i vecchi dirigenti dell’Anas, ha investito risorse (30 milioni) per ricucire la Palermo-Catania e fondi (27,4 milioni) per il miglioramento della viabilità. Adesso, grazie all’intervento del ministro Delrio e tramite l’Anas, mette sul piatto altri 840 milioni di euro. A che servono investimenti di questo tipo se poi il Cas non sa gestirli, se la Protezione civile “fa fatica” a segnalare frane, lasciando che i costoni crollino addosso alla gente? Che senso ha parlare di infrastrutture e sviluppo quando l’unica cosa che si decide in Sicilia è spendere i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione per la spesa corrente e per tappare i buchi del bilancio? Ognuno deve fare la sua parte e chi sbaglia deve andare a casa. Ad oggi mi sembra che su entrambe le cose in Sicilia si facciano orecchie da mercante».

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