Diverse  sono le domande che i protagonisti della quotidianità scolastica vedono affacciarsi nella mente. Come si fa ad intrecciare l’apprendimento con il benessere emotivo a scuola? Come si trasmette al gruppo classe la necessità di essere una comunità di apprendimento? Come sollecitare la solidarietà, l’ascolto? Come accogliere le difficoltà, le frustrazioni i disagi, le ansie che gli studenti incontrano nel loro percorso formativo? Ma soprattutto come coltivare e far venire fuori i talenti dei giovani studenti? Domande complesse, difficili, che comportano una forma di autocritica da parte degli insegnanti; oggi, fortunatamente, si può essere aiutati dall’apprendimento cooperativo che secondo le varie esperienze raccontate ha permesso di instaurare un nuovo e valido ambiente educativo. Grazie al neo set educativo, gli studenti pianificano il lavoro di gruppo, suddividono compiti e ruoli, espongono agli altri, fanno domande, discutono, si ascoltano, si aiutano e si allenano nello studio per le interrogazioni e i compiti di verifica.

La forma di aiuto riguarda non solo il piano cognitivo, ma anche quello emotivo. Ogni docente dovrebbe sapere che così facendo il clima del proprio gruppo classe sarà lo scherzo amichevole, l’incoraggiamento nelle difficoltà, ma soprattutto impareranno a ringraziarsi reciprocamente. Una classe che fa questo, promuove, inevitabilmente una comunicazione autentica che, permette alla scuola di essere percepita come luogo d’incontro, di scambio e di arricchimento. Un gruppo classe annoiato conduce un’esperienza negativa per tutti gli studenti. L’apprendimento partecipato è una risorsa didattica e pedagogica che serve ad imparare in modo divertente ed appassionato. La comunicazione in classe permette agli esperti di valutare come comunicano gli insegnanti tra di loro, come interagiscono docenti e genitori per condividere la comune responsabilità educativa. Tema questo che abbraccia molti aspetti pedagogici, didattici, istituzionali, educativi. E’ importante che l’insegnante abbia non solo un buon dialogo con i propri allievi, ma è necessario che sappia comunicare con interesse alle famiglie. Il benessere emotivo è fondamentale, in classe bisogna essere tranquilli sia per apprendere che per insegnare. Si apprende bene, quando la mente è stimolata quando gli studenti si sentono protagonisti del proprio percorso formativo; i docenti, invece, insegnano bene quando esprimono entusiasmo verso le proprie discipline e sensibilità verso gli studenti. L’anima, dunque, della scuola è l’apprendimento partecipato in cui l’Altro è una risorsa preziosa.

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