Fila lungo l'autostrada A18
Fila lungo l'autostrada A18

Il percorso alternativo – Partenza da Messina alle ore 9 e arrivo a Taormina alle ore 13.25. No, non è stato percorso un tratto della Salerno-Reggio Calabria. Ore e ore di fila in autostrada e poi lungo la strada statale 114 sono la conseguenza di una frana sull’autostrada Messina-Catania, all’altezza di Letojanni, che ha indotto le autorità a chiudere entrambi i sensi di marcia. Il costone, a quanto pare, si è mosso intorno alle 4 di mattina. Dopo si è sentito un boato e la carreggiata è stata invasa da terra e massi. Nel frattempo, in Prefettura, è stata convocata una riunione del Comitato Operativo Viabilità e si è deciso che «dopo approfondito esame della situazione, nelle more di conoscere gli esiti di un accertamento tecnico in corso volto a stabilire l’eventuale possibilità di apertura della carreggiata autostradale a valle, si è convenuto di deviare provvisoriamente il traffico veicolare in transito sulla SS 185 di Sella Mandrazzi che collega Barcellona P.G. a Giardini-Naxos, con ingresso a Giardini per i mezzi provenienti da Catania e con ingresso a Barcellona P.G. per i mezzi che provenendo da Messina e da Palermo siano diretti a Catania».

La goccia che fa traboccare il vaso – Il traffico è stato deviato sulla strada statale 114, l’Orientale Sicula, e le uscite obbligatorie sono Roccalumera, per i veicoli provenienti da Messina, e Giardini Naxos per quelli provenienti da Catania. Che quel costone fosse in bilico lo si sapeva da un po’ di tempo a questa parte. L’ultimo campanello d’allarme era scattato venerdì 2 ottobre, quando dei massi si erano sganciati dalla roccia ed erano finiti sulla carreggiata provocando la chiusura di una parte dell’autostrada. Questa volta, però, non c’è stato niente da fare. Per gli automobilisti che provenivano da Messina e si stavano immettendo nell’autostrada non c’era alcun cartello. Si sono trovati all’improvviso inghiottiti in una fila chilometrica. Ore in autostrada e ore di fila lungo la strada statale 114. A passo d’uomo, sotto il sole, tra i paesi: Furci Siculo, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Letojanni, Taormina e Giardini Naxos. Un’odissea che sembra la goccia che potrebbe far traboccare il vaso. Mentre sui social network si diffonde l’hashtag #nonsenepuòpiù, riemerge in tutta la sua drammaticità il problema dei trasporti in Sicilia.

Frana lungo l'autostrada A18
Frana lungo l’autostrada A18

Senza trasporti non c’è turismo – Non ci sono trazzere che tengono. Autostrade disastrate, ferrovie con un solo binario, transito di navi e aliscafi ridimensionato, per non parlare del servizio aereo. Adesso, con le recenti piogge, anche l’autostrada A18 deve fare i conti con una frana di grosse dimensioni e infatti non si sa ancora quando potrà essere risolto il disagio. Allora si transita dalla strada statale e si notano le piccole frane che hanno invaso la carreggiata. È la Sicilia, quella regione che vorrebbe vivere di turismo ma si dimentica che senza un servizio di trasporti degno di questo nome non si può andare da nessuna parte. Taormina, in particolar modo, è la città che più delle altre paga le conseguenze di una situazione ormai degenerata. E a proposito di disagi, questa mattina gli insegnanti che lavorano a Taormina o che da Taormina devono recarsi nelle scuole dei paesi della zona jonica, non hanno potuto raggiungere gli istituti. Problemi anche per diversi malati che dovevano raggiungere l’Ospedale di Taormina e diversi pullman con a bordo turisti sono rimasti imbottigliati nel traffico. In tutto ciò, ovviamente, il biglietto autostradale al casello di Roccalumera è stato fatto pagare con regolarità. Del resto non è stato arrecato “quasi” nessun disagio, c’è stata “solo” una frana sulla A18.

© Riproduzione Riservata

Commenti